Marche

«La cavalcata dell’Ascoli, splendido messaggio ai bambini»

ASCOLI Sulla cittadinanza onoraria a Francesco Tomei, tecnico dell’Ascoli Calcio che è riuscito nell’impresa di riportare la squadra in serie B, anche il consiglio comunale trova il consenso all’unanimità. Un riconoscimento che va oltre gli steccati politici, lanciando un messaggio positivo su quello che è il valore e il ruolo dello sport nella sua accezione positiva e della formazione dei giovani in senso lato.

Il riconoscimento

Un riconoscimento che premia la lunga cavalcata verso la promozione. E ora, oltre all’Ascoli Calcio, anche la città ritrova una vetrina nazionale per promuovere anche il territorio, seppur in maniera indiretta. Ma, in realtà, la promozione, come ribadito dal sindaco Fioravanti durante la cerimonia di consegna ufficiale della cittadinanza ascolana nel giardino dell’Arengo, dopo la seduta consiliare, è solo una motivazione secondaria di questo riconoscimento, rispetto ai valori che mister Tomei, sempre bravo a nascondere l’emozione, ha saputo regalare ai suoi giovani calciatori. E al suo arrivo scatta un sentito applauso di rappresentanti istituzionali e della tifoseria organizzata oltre a molti cittadini.

Dopo gli interventi del presidente del consiglio comunale Bono, di alcuni consiglieri comunali, dell’assessore regionale Antonini e, ovviamente, dell’assessore allo sport Nico Stallone, il sindaco Marco Fioravanti, tra i flash e la firma del documento di accettazione ufficiale della cittadinanza onoraria, replica anche nell’area esterna dell’Arengo le motivazioni esposte durante la seduta consiliare. «Questa cittadinanza ha un valore non solo calcistico, ma anche simbolico e valoriale. Ha dimostrato non solo di trasmettere calcio, ma valori importanti. Creando una squadra con giovani sani e insegnando loro il senso di appartenenza. Grazie a questo ambiente che si è creato, è stato lanciato anche un bel messaggio ai bambini, che hanno visto la parte bella del calcio, così come agli anziani che hanno ricordato così momenti storici dell’Ascoli calcio e della loro vita».

Il mister

«Sono molto emozionato. Se riavvolgo il nastro, ripenso a quando dopo il triplice fischio della finale – scherza il mister – ho visto sbucare un ultrà impazzito di gioia che mi ha detto: ti faccio cittadino onorario. Era il sindaco. Per me dire grazie è il minimo. E’ vero: dietro c’è tanto impegno. E le persone che lo sanno di più sono mia moglie e mia figlia. E’ giusto dare il massimo. E il calcio, comunque, è ancora un lavoro meritocratico: se sai giocare, l’allenatore ti fa giocare».

«Ho trovato ragazzi stupendi, – prosegue il mister – forse il più bel gruppo che ho mai allenato finora. E un valore che ho insegnato loro è l’altruismo. Anche nel giocare, c’è chi si assume una responsabilità tenendo palla per poi servire il compagno libero da marcature». Per finire, un pensiero alla prossima stagione: «E’ giusto godersi questo momento, – conclude Tomei – ma non dobbiamo essere presuntuosi. Dobbiamo essere umili, pur non rinunciando all’ambizione, perché è normale che ci saranno difficoltà. L’importante sarà mantenere l’unità di tutte le componenti, per difendere quello che di bello siamo riusciti ad ottenere».




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