«Diventerai carne macinata per cani»
ANCONA Botte, insulti, rapporti sessuali imposti e video intimi che, secondo l’accusa, sarebbero finiti sui siti d’incontri. Poi le minacce: «Ti faccio diventare carne macinata per cani». Una convivenza horror, durata quasi undicini anni, quella finita davanti al collegio penale dorico presieduto dal giudice Roberto Evangelisti. Nel banco degli imputatio un 51enne, originario dell’Albania, ma residente a Monte Roberto, chiamato a rispondere di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale, revereng porn e minacce nei confronti della ex compagnia, 39enne jesina.
La ricostruzione
I fatti contestati vanno dal 2011 all’ottobre del 2022.
Secondo la procura, il 51enne avrebbe maltrattato la convivente con minacce, percosse e insulti ripetuti, anche davanti al figlio minore. Una serie di condotte che avrebbe provocato alla donna lesioni e un perdurante stato di ansia o di paura. Il primo episodio risalirebbe al 2011. La donna si sarebbe rinchiusa in camera, e dover essere riuscito ad entrare, l’avrebbe colpita con pugni e calci mentre lei cercava di proteggersi. La situazione si sarebbe aggravata poi con l’arrivo della pandemia, durante la quale il 51enne in casa era spesso arrabbiato e violento. In un episodio la donna stava giocando col figlio, il bambino avrebbe lanciato un giocattolo di legno colpendo il padre alla testa. L’uomo, secondo la procura, avrebbe raccolto un altro giocattolo e glielo avrebbe tirato contro senza colpirlo, per poi insultare la compagna. Insulti che si ripetevano giornalmente, durante una lite sarebbe addirittura arrivato a dirle: «Ti farò diventare carne da macello». Il 51enne è accusato anche di costringere la convivente ad avere rapporti sessuali poi filmati e diffusi su siti d’incontri o piattaforme pornografiche. Dopo la fine della relazione, sempre secondo l’accusa, l’avrebbe minacciata di far circolare ancora quei filmati. Le violenze sarebbero state ripetute.
La violenza
L’ultimo episodio, il 23 ottobre 2022, l’uomo avrebbe costretto la convivente a subire un rapporto contro la sua volontà, approfittando della sua impossibilità di reagire, anche per la presenza del figlio minore sullo stesso letto. La 39enne è assistita dall’avvocato Alessandro Calogiuri. L’imputato è difeso dall’avvocato Federico Carletti. Il processo proseguirà il 9 novembre.




