Marche

Provincia di Fermo, la minoranza attacca sulle scuole: «Manca una visione che sia attenta ai reali bisogni»

FERMO – I consiglieri di minoranza in Consiglio Provinciale, Strappa e Borboglini, puntano il dito sulla visione del modello scolastico da parte della Provincia. «I soldi effettivamente ci sono ma allora perché vivono tra delocalizzazioni, sedi divise e cantieri da aprire?». Portati gli esenti dell’Itet Carducci-Galilei, del Liceo Sicientifico Onesti e dell’Annibal Caro: «Chiediamo che l’Amministrazione porti in Consiglio un quadro chiaro e leggibile, opera per opera».

Riccardo Strappa

I consiglieri di minoranza nel Consiglio Provinciale di Fermo, Riccardo Strappa e Roberto Borboglini, hanno posto l’accento sulla situazione degli istituti scolastici che vivono situazioni ancora non definite. «L’Amministrazione provinciale ha chiuso e iniziato il mandato rivendicando oltre 100 milioni di euro “mobilitati” per le scuole e una “strategia chiara e determinata”. I fondi, in effetti, ci sono: risorse Sisma 2016 e risorse Pnrr distribuite su quasi tutti gli istituti del territorio. Ma proprio per questo la domanda diventa inevitabile: se le risorse non mancano, perché le scuole del fermano continuano a vivere tra delocalizzazioni d’emergenza, sedi divise e cantieri mai aperti? La risposta è semplice. Non manca il denaro: manca una regia. Manca una programmazione che parta dai bisogni reali e dalle specificità di ogni scuola, invece di rincorrere di volta in volta la copertura disponibile e adattarci sopra gli studenti».

 

E nel dettaglio vanno ad analizzare le singole situazioni partendo dall’Itet “Carducci-Galilei. «I lavori di messa in sicurezza sono giustamente partiti, ma per la sistemazione delle classi si insiste su una sede — il “Fermo Forum” — priva di palestra e di laboratori adeguati. Una soluzione incompatibile con l’identità didattica di quella scuola, che ha una curvatura sportiva in crescita e indirizzi tecnici e informatici che senza laboratori non possono funzionare. Eppure una soluzione alternativa, a portata di mano e senza oneri aggiuntivi, esisterebbe: il recupero dei locali del piano sottostante della sede Cat/Grafica di Via Lussu, che — una volta resi disponibili — potrebbero ospitare provvisoriamente le classi altrimenti destinate al Fermo Forum, in plessi già dotati di palestre e laboratori. Si è partiti dalla copertura del trasferimento, non dalle esigenze degli studenti».

«Il Liceo Scientifico “Onesti”:  Riunire tutte le classi dello scientifico in un unico edificio resta, testualmente, “un miraggio”. E per il futuro? Si lavora a un preliminare per nuovi spazi “per farsi trovare pronti nel caso uscissero bandi di finanziamento”: cioè nessun progetto definito e nessuna risorsa certa, solo la speranza in finanziamenti che ancora non esistono».

 

«Il nuovo Liceo Classico “Annibal Caro”: il caso più emblematico. Atteso da quasi dieci anni, finanziato dai fondi sisma, doveva sorgere al polo scolastico e dare finalmente ordine all’intera offerta liceale — una prospettiva oggi ancora più sensata, nell’epoca della denatalità che impone di razionalizzare spazi e indirizzi. Risultato: circa 130 mila euro di soldi pubblici già spesi per la sola progettazione, un costo lievitato dagli 8,5 agli oltre 13 milioni dichiarati oggi dalla stessa Amministrazione, e nessun cantiere. Dieci anni, un costo cresciuto del cinquanta per cento e ancora soltanto un disegno su carta».

 

«Tre scuole, un solo filo conduttore: risorse pubbliche ingenti a disposizione e nessuna visione d’insieme che le trasformi in soluzioni stabili e adeguate. Si reagisce alle emergenze una alla volta, si incastrano traslochi provvisori, si rinviano le opere strutturali. Manca esattamente ciò che un ente di area vasta dovrebbe garantire: una pianificazione che metta al centro l’offerta formativa di ciascun istituto e ne ricavi gli spazi necessari, anziché il contrario».

«Chiediamo perciò che l’Amministrazione porti in Consiglio un quadro chiaro e leggibile, opera per opera: lo stato reale di tutti i fondi sisma e Pnrr destinati alle scuole, i cronoprogrammi aggiornati, una data certa per il nuovo Liceo Classico e un piano — verificabile — per la collocazione definitiva di ogni istituto, costruito a partire dalle specificità didattiche di ciascuna scuola. Gli studenti del fermano hanno bisogno di aule adeguate, stabili e pensate per quello che in quelle scuola si studia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »