eseguiti 7 arresti per terrorismo. Sgomberato lo stabile anarchico dopo 25 anni di occupazione
Un colpo definitivo alla spina dorsale della galassia anarco-insurrezionalista romana e, contestualmente, la parola “fine” su una delle occupazioni storiche della Capitale.
Dopo la prima ondata di perquisizioni scattata all’alba, si sono concluse nel primo pomeriggio di oggi, martedì 16 giugno 2026, le operazioni di polizia giudiziaria che hanno portato allo sgombero e alla liberazione definitiva del centro sociale anarchico “Bencivenga Occupato”, situato nell’omonima via del quadrante Nomentano.
Il bilancio finale del blitz, coordinato dalla Procura della Repubblica di Roma ed eseguito dagli investigatori della DIGOS della Questura di Roma, vede la formalizzazione di pesanti misure restrittive e il recupero di materiale esplosivo e propagandistico d’area.
Il Bilancio Giudiziario e i Manuali di Sabotaggio Sequestrati
L’inchiesta, incentrata sul reato di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270 bis c.p.), ha blindato un gruppo di affinità ritenuto pericoloso e operativo sul territorio nazionale.
Nel corso delle perquisizioni all’interno delle stanze del Bencivenga, i poliziotti hanno rinvenuto e posto sotto sequestro manuali tecnici per il compimento di azioni dirette e sabotaggi controindicate, oltre a una fitta documentazione d’area considerata di estremo interesse per gli sviluppi investigativi.
Fine di un’Era: Occupato dal 2001
Lo stabile di via Bencivenga era stato occupato dai collettivi libertari il 26 maggio 2001. Per un quarto di secolo ha rappresentato uno dei principali quartier generali della galassia anarco-insurrezionalista, fungendo da base logistica per l’organizzazione di cortei, manifestazioni e – secondo l’impianto accusatorio della Procura – riunioni strategiche per pianificare attentati alle infrastrutture pubbliche e alla rete dei trasporti.
L’intera area circostante il centro sociale è rimasta presidiata per ore da un imponente dispositivo di sicurezza interforze (reparti mobili, volanti e scientifica) per impedire il raggruppamento di fazioni di solidarietà esterna.
Al termine delle bonifiche, le chiavi dell’immobile sono state definitivamente riconsegnate ai delegati del Comune di Roma, proprietario legittimo della struttura, che ha provveduto alla sigillatura delle porte e alle opere di messa in sicurezza per scongiurare eventuali tentativi di rioccupazione immediata.
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