fissata la data per l’Ala Nievo
Il conto alla rovescia è iniziato. Sabato 19 e domenica 20 settembre riaprirà al pubblico l’Ala Nievo del castello di Colloredo di Monte Albano, uno dei luoghi simbolo della lunga ricostruzione del Friuli dopo il terremoto del 1976. L’apertura è prevista nell’ambito delle iniziative organizzate dalla Regione per il cinquantesimo anniversario del sisma e segnerà una tappa decisiva nel complesso intervento di recupero dell’antico maniero.
Tradizione friulana
Nei giorni scorsi, nel cantiere, è stata rispettata la tradizione friulana del licôf, il momento di festa che accompagna la conclusione della fase più impegnativa di un lavoro. Sul mastio è stata issata la frasca, alla presenza delle maestranze, dei tecnici e dei rappresentanti istituzionali. “Possiamo dare il via al conto alla rovescia verso la restituzione del castello alla comunità”, ha dichiarato l’assessore regionale alle Infrastrutture e territorio Cristina Amirante, annunciando la riapertura dell’Ala Nievo.

Il castello era stato pesantemente danneggiato dal terremoto e il suo recupero è considerato una delle operazioni più grandi e complesse dell’intera ricostruzione post sisma. L’obiettivo è riconsegnare al territorio non soltanto un edificio storico, ma anche un luogo legato all’identità culturale del Friuli. Tra le sue mura vissero infatti personalità come il poeta Ermes di Colloredo e lo scrittore Ippolito Nievo, al quale è dedicata l’ala che sarà aperta a settembre. La famiglia dei Colloredo ha inoltre avuto un ruolo significativo nella storia del Friuli e mantenuto legami con diverse aree italiane e dell’Europa centrale. Una volta completato il recupero, il maniero potrà diventare anche un nuovo punto di riferimento turistico e culturale, valorizzando un patrimonio rimasto per decenni al centro di uno dei cantieri più delicati della ricostruzione friulana.
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