Iran, proteste allo stadio e ‘vecchia’ bandiera fuorilegge ai Mondiali
(Adnkronos) – L’Iran ha iniziato i suoi Mondiali 2026 tra le proteste. Oggi, martedì 16 giugno, la Nazionale della Repubblica islamica ha affrontato la Nuova Zelanda nella prima giornata del girone G, in una partita segnata dalle manifestazioni di dissenso verso il regime iraniano.
Fuori dal SoFi Stadium di Los Angeles, città che raccoglie la più grande comunità iraniana degli Stati Uniti, un gruppo di manifestanti si è radunato per protestare contro il regime degli ayatollah, intonando cori e sventolando la vecchia bandiera iraniana, quella utilizzata prima della Rivoluzione Islamica. Tra la folla anche cartelloni contro l’accordo in procinto di essere firmato da Stati Uniti e Iran, che metterebbe fine alla guerra in corso da diversi mesi e che aveva messo a rischio la partecipazione della Nazionale al Mondiale americano.
Il vessillo verde, bianco e rosso con al centro un leone e un sole, è stato sostituito a partire dal 1980, ma è riapparso anche sulle tribune dello stadio nonostante le minacce della Federazione iraniana, che aveva sollecitato l’intervento preventivo della Fifa. La Federcalcio internazionale vieta l’esibizione di simboli e vessilli di carattere politico e l’Iran aveva minacciato di ritirare la squadra e lasciare il campo in caso di esposizione della bandiera in questione.
La ‘flag’ è finita al centro anche di una causa davanti ad un giudice del tribunale della contea di Los Angeles per iniziativa dell’Institute for Voice of Liberty e di Sam Kermanian, tifoso intenzionato a contestare le norme della federcalcio mondiale Il caso è stato discusso con procedura d’urgenza poche ore prima della partita. Il giudice Curtis A. Kin ha stabilito la validità del divieto di esibire la vecchia bandiera: “La libertà di parola è incredibilmente importante, è sacra, un pilastro della nostra società, ma non è illimitata, come ad esempio nel caso di un privato cittadino, su una proprietà privata e, come dimostrato da precedenti casi, attraverso una regolamentazione ragionevole”. Risultato, no al tifoso. “Ci potrebbero essere danni per circa 2.500 membri dello staff che devono occuparsi dei protocolli di sicurezza”, la sentenza del giudice. “Modificare un protocollo consolidato di uno stadio per un evento di grandi dimensioni in poche ore rappresenta un onere enorme. È difficile immaginare come la Fifa possa apportare una modifica in uno stadio e non negli altri”.
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