Veneto

Detenuto violento nelle carceri di Venezia: due agenti all’ospedale

Nella mattinata di sabato 13 giugno, la Casa Circondariale di Venezia è stata teatro di un’ennesima aggressione che ha coinvolto, alla fine, sette agenti della Polizia Penitenziaria.

L’episodio, avvenuto per motivi futili, ha visto come protagonista un detenuto già noto per comportamenti problematici, il quale ha mostrato resistenza nei confronti delle regole e delle procedure stabilite all’interno dell’istituto.

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Secondo le informazioni fornite dalla segreteria provinciale dell’organizzazione sindacale, il detenuto ha reagito in modo violento durante una consueta attività di routine. Inizialmente, ha colpito un agente, aggravando la situazione quando, per difendere il collega, sono intervenuti altri due poliziotti, anch’essi aggrediti.

La violenza non si è fermata qui. Dopo l’aggressione iniziale, il detenuto, ristretto in infermeria, ha tentato di attaccare anche il medico di guardia e gli agenti accorsi per sedare la situazione. Questo secondo tentativo di aggressione evidenzia non solo la pericolosità del soggetto, ma anche le difficoltà operative che il personale deve affrontare nel gestire situazioni di alta tensione.

Il bilancio finale dell’incidente è preoccupante: due agenti sono stati costretti a ricevere cure presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Venezia, mentre sono sette i poliziotti coinvolti. La notizia di questo attacco si inserisce in un contesto più ampio di episodi di violenza che si verificano all’interno delle carceri italiane, un problema che sta sollevando crescenti preoccupazioni tra i sindacati e le organizzazioni di categoria.

Il clima di impotenza che si respira tra gli operatori della sicurezza è palpabile. Secondo la La segreteria USPP di Venezia si paga la mancanza di linee guida chiare per le regole di ingaggio nella gestione di detenuti violenti, il che aggrava la situazione. Gli agenti si trovano spesso a dover affrontare non solo la violenza fisica, ma anche la complessità di gestire detenuti affetti da disturbi psicosociali. Questi comportamenti minano la serenità degli altri detenuti e dell’intero ambiente.


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In un comunicato, la Segreteria Interregionale dell’USPP Triveneto ha espresso piena solidarietà ai colleghi coinvolti, augurando loro una pronta guarigione.


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