Marche

«Il conto è a rischio, ci servono i codici». Ma la telefonata è una truffa, spariti 42mila di un trentenne

ANCONA «Salve, buongiorno sono l’impiegato della banca. C’è stato un problema con le sue credenziali d’accesso e dovremmo fare una verifica. Ce le potrebbe fornire cortesemente?». Deve essere andata grossomodo così la telefonata tra una coppia di truffatori e un 32enne anconetano. Il giovane si è lasciato convincere ed è finito nella rete, perdendo ben 42mila euro.

Il raggiro

È una delle ultime truffe scoperte dai carabinieri della stazione di Ancona. Tutto è iniziato ad aprile. Il 32enne ha ricevuto una chiamata da un uomo che si è finto l’impiegato della banca su cui ha il conto corrente. Con una serie di scuse e falsi allarmi sull’accesso all’home banking, cioè la banca online da dove è possibile predisporre ogni tipo di operazione con conto corrente, carte di credito e quant’altro, il falso impiegato è riuscito a mettere talmente in ansia il giovane, che quest’ultimo alla fine si è convinto a fornire le credenziali d’accesso. A quel punto il truffatore, avendo in mano tutti i codici di accesso, ha immediatamente disposto un bonifico da 42mila. Prosciugando in parte i risparmi del ragazzo.

Quando quest’ultimo ha effettuato un nuovo accesso sul suo conto, si è accorto che erano spariti tutti quei soldi. Uno choc per il 32enne, che una volta andato in banca e chiesto informazioni si è definitivamente reso conto che di essere rimasto vittima di una truffa. E così ha subito sporto denuncia ai carabinieri. Gli inquirenti i hanno così dato il via alle indagini. Hanno svolto accertamenti sul numero da cui era stato contattato il ragazzo, analizzato il flusso di denaro e le movimentazioni bancarie. Fino a quando non sono riusciti a identificare la titolare del conto su cui era finito il malloppo. Una 30enne incensurata, residente fuori regione. Concluso il primo step dell’indagine, i militari si sono concetrati sui legami e sulle amicizie della donna, con l’obiettivo di intercettare l’uomo che aveva materialmente effettuato la telefonata truffa al 32enne. E alla fine è stato individuato anche lui: si tratta di un 42enne, anche lui residente fuori regione, ma a differenza della complice già noto alle forze dell’ordine per reati simili.

Il sequestro

I due sono stati quindi denunciati per truffa aggravata in concorso. Non solo, perché sulla base del quadro indiziario presentato dagli inquirenti, il gip del tribunale di Ancona ha emesso un decreto di sequestro preventivo sul conto corrente della donna, che ha permesso di congelare e recuperare 15mila euro.




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