Lazio

concentrazioni elevate di sostanze inquinanti

La densa colonna di fumo nero che per ore, nel pomeriggio di giovedì 11 giugno, ha oscurato il cielo sopra i quartieri Tuscolano, Appio non era solo impressionante da vedere: era altamente tossica.

Arrivano i primi, impietosi dati ufficiali dell’Arpa Lazio sul monitoraggio ambientale avviato all’indomani del maxi-incendio che ha letteralmente carbonizzato il vivaio “Antico Garden”, situato nella storica e densamente popolata zona del Mandrione, in via Piegaro.

Il report mette nero su bianco quello che i residenti della zona temevano: il rogo ha rilasciato nell’atmosfera una concentrazione critica di sostanze nocive.

I tecnici dell’agenzia regionale, posizionando i campionatori ad alto volume a ridosso del perimetro andato a fuoco, hanno registrato una concentrazione di diossine pari a 0,89 picogrammi per metro cubo ().

Per comprendere la portata del dato, basti pensare che l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indica come valore di riferimento standard per il tessuto urbano una quota non superiore a 0,1 . L’aria del Mandrione ha dunque fatto registrare un livello quasi nove volte superiore alla norma.

La Carta d’Identità dei Veleni Rilevati

La normativa italiana ed europea non fissa un limite di legge invalicabile per le diossine nell’aria ambiente (come avviene per le polveri sottili PM10), ma la letteratura scientifica dell’Arpa evidenzia una correlazione matematica ed ecologica chiarissima:

Soglia di allarme (): Qualsiasi valore superiore a questa linea indica la presenza di una fonte emissiva industriale o di un combustione tossica in corso.

Il picco del Mandrione (): È il risultato diretto della combustione di materiali plastici, teloni sintetici, vasi in polimeri, concimi e coperture degli hangar del vivaio.

Monitoraggio Arpa Lazio

Oltre alle diossine, i filtri dei campionatori hanno intrappolato tracce evidenti di policlorobifenili (PCB), idrocarburi persistenti e cancerogeni che si generano durante i roghi di grandi dimensioni e che necessitano di indagini prolungate nel tempo poiché tendono a depositarsi sui terreni e sulle superfici edili circostanti.

Il Giorno della Paura: Evacuazioni e Finestre Chiuse

La pubblicazione dei dati Arpa giustifica, a posteriori, la linea della massima prudenza adottata dal Campidoglio nelle ore cruciali dell’emergenza.

L’incendio, alimentato dalle sterpaglie e dalle strutture del vivaio, aveva generato un fronte di calore talmente violento da minacciare un serbatoio interrato di GPL da migliaia di litri situato nel perimetro della struttura.

La presenza del bombolone di gas aveva costretto i Vigili del Fuoco e la Polizia Locale a disporre l’evacuazione preventiva di diverse palazzine e villette adiacenti via Piegaro, mentre la protezione civile invitava la cittadinanza tramite i canali social a sbarrare le finestre di casa.

Mentre gli inquirenti proseguono gli accertamenti per stabilire se il rogo sia nato da un corto circuito interno o da un atto doloso di un piromane, l’Arpa Lazio ha confermato che i monitoraggi sulla qualità dell’aria continueranno senza sosta anche nei prossimi giorni per verificare la velocità di dispersione degli inquinanti e garantire la totale sicurezza del quadrante.

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