dubbi su Ucraina, spesa militare e fiducia USA
BRUXELLES – In un momento in cui l’Unione europea tenta di accelerare il processo di allargamento a Est, un sondaggio pubblicato oggi, mercoledì 10 giugno, mette in luce la cautela di molti europei all’idea di accogliere l’Ucraina. A ridosso dei vertici del G7 e della Nato, lo studio conferma il drastico calo in Europa della fiducia nei confronti degli Stati Uniti, mentre l’Italia è l’unico paese nel quale una maggioranza di intervistati si dichiara contraria a un aumento della spesa militare.
L’indagine
Il sondaggio dello European Council on Foreign Relations (ECFR) rivela dubbi sull’opportunità di allargare l’Unione – un vertice in Montenegro la settimana scorsa ha mostrato il desiderio dei Ventisette di accelerare su questo fronte -. Il 32% è favorevole all’idea di «creare un’Unione europea nuova e più ampia, che si estenda verso Est (per esempio, includendo l’Ucraina)». I contrari sono il 30%. Tra i paesi più favorevoli: il Portogallo, la Spagna, la Svezia, l’Olanda, e l’Italia.
Di diverso avviso sono l’Ungheria (47% la considera una cattiva idea contro il 15% che la ritiene una buona idea), la Bulgaria (46% contro 19%), l’Austria (42% contro 24%) e la Germania (37% contro 28%). Anche in Estonia – uno dei più fedeli sostenitori dell’Ucraina – l’opinione pubblica è contraria all’adesione del paese «nel contesto attuale» (il 37% considera l’allargamento della Ue verso Est una cattiva idea, mentre per il 32% sarebbe una buona idea).
In caduta la fiducia negli Usa come alleati
Sempre il sondaggio dell’ECFR rivela che appena l’11% delle persone interpellate ritengono che gli Stati Uniti siano ancora «un alleato». Lo studio demoscopico è stato condotto in Estonia, Regno Unito, Italia, Francia, Germania, Spagna, Bulgaria, Svizzera, Spagna, Ungheria, Polonia, Danimarca e Portogallo. In tutti questi paesi, una maggioranza delle persone intervistate non si aspetta che l’America venga loro in aiuto in caso di necessità.
L’atteggiamento scettico nei confronti di Washington giunge dopo gli annunci di annessione della Groenlandia, gli attacchi contro il Venezuela e l’Iran nonché i segnali contradditori dell’amministrazione Trump sul ritiro di truppe dall’Europa. La maggioranza degli intervistati in tutti i paesi oggetto dell’indagine dell’ECFR (ad eccezione della Bulgaria) esprime la convinzione che «almeno alcuni dei paesi europei» verrebbero in loro aiuto se fossero attaccati.
Source link




