Marche

«Tranquillo solo al terzo gol. E adesso puntiamo in alto»


Il ritorno del Picchio in Serie B unisce la città in un unico, immenso abbraccio bianconero e coinvolge ogni generazione di tifosi. C’è anche quella storica fetta di sostenitori illustri da sempre legati alle sorti del club. Tra i volti più noti e appassionati del tifo ascolano ecco Neri Marcorè, di Porto Sant’Elpidio ma con il Picchio nel Dna. L’attore e conduttore non ha mai fatto mistero del suo amore per l’Ascoli. Oggi, di fronte a uno straordinario traguardo raggiunto dagli uomini guidati da Francesco Tomei, Marcorè esprime tutto il proprio orgoglio e la propria immensa soddisfazione. 

Neri Marcorè, partiamo dalle forti emozioni vissute in queste ultime ore, culminate nella decisiva sfida al Del Duca. Come ha vissuto la partita e quando ha avvertito la netta sensazione del traguardo ormai vicino?

«Ho sofferto e gioito davanti alla tv: purtroppo non potevo essere ad Ascoli. Le aspettative erano positive già dopo la sfida d’andata: l’1-1 in trasferta e il netto 4-0 zero contro il Catania, nel turno precedente, lasciavano ben sperare. Certo, il 3-0 finale contro il Brescia ha sancito una bella partita e una splendida vittoria. Ho tirato un sospiro di sollievo solo al terzo gol. Dopo il 2-0 mancavano ancora tantissimi minuti e in quel lasso di tempo poteva succedere di tutto. Poi, con la terza rete, finalmente è arrivata la liberazione».

La squadra è arrivata a disputare i playoff dopo aver accarezzato a lungo il salto diretto. Come valuta la reazione del gruppo?

«È stato un campionato bellissimo. La cavalcata trionfale dei bianconeri è stata il risultato di una programmazione lungimirante. Abbiamo sfiorato la promozione diretta ma siamo finiti ai playoff: in questi casi può capitare di perdersi d’animo».

E invece?

«Invece l’Ascoli ha mantenuto alta la concentrazione, dimostrando superiorità tecnica, maturità, e ce l’ha fatta. Il merito va a tutto il gruppo: i giocatori sono stati bravissimi. Ma al di là del verdetto del campo, desidero rivolgere un plauso enorme alla squadra e a mister Tomei. E faccio le mie congratulazioni vivissime alla società».

Qual è il suo giudizio sul tecnico Tomei e sulla qualità del gioco espresso?

«Mister Tomei è stato eccezionale. Oltre alla vittoria, conta moltissimo il modo in cui è stata ottenuta. Questo Ascoli diverte, gioca la palla. Ha espresso un calcio brillante, regalando un piacere come non si vedeva da anni, frutto di controllo totale, schemi collaudati e grande bravura. Si nota un atteggiamento diverso rispetto al passato. In questo campionato, vedere l’Ascoli era un autentico spettacolo. Vanno fatti i complimenti a chi stava in campo, a chi si faceva trovare pronto in panchina e ovviamente alla società e alla dirigenza per aver compiuto le scelte giuste».

Come immagina il futuro e quali traguardi si sente di auspicare per il Picchio?

«Ora esistono davvero ottimi presupposti in vista della Serie B e ci auguriamo tutti di poter coltivare sogni ancora più grandi già dal prossimo campionato. Negli ultimi anni si è sofferto molto, tra salvezze conquistate all’ultimo respiro e dolorose retrocessioni. Possiamo puntare ancora più in alto».




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