Pesaro, l’hacker si infiltra e si fa accreditare più di 17mila euro. Una donna era riuscita a intercettare lo scambio aziendale di mail

PESARO L’hacker entra nella conversazione mail tra un’azienda pesarese e una olandese e si fa accreditare 17 mila euro. Ieri la sentenza di condanna davanti al giudice monocratico. Il caso discusso riguarda una donna di 50 anni di origini nigeriane ufficialmente residente a Londra. Una ditta italiana impegnata nella lavorazione di materiali inerti e da ciclo industriale aveva ordinato un macchinario di ultima generazione per il lavaggio e il trattamento di questa tipologia di materiali.
Dopo i contatti si era arrivati allo scambio di mail con la richiesta di acconto da parte dell’azienda olandese: circa 17 mila euro a fronte del costo complessivo del macchinario di oltre 57 mila euro. Ma è in questo passaggio che si sarebbe inserita la misteriosa donna o un bravissimo hacker che ha letto lo scambio epistolare e ha teso la trappola. Ha inviato una nuova mail con carta intestata della ditta olandese per chiedere che l’acconto fosse fatto su un nuovo Iban, visto il cambio di conti correnti. La mail era partita dall’indirizzo della ditta e tutto sembrava corrispondere, così l’azienda ha fatto partire il bonifico per saldare l’acconto.Peccato che qualche giorno dopo dall’Olanda è arrivata la richiesta di saldare l’anticipo così da poter avviare le procedure per la spedizione e il saldo del prezioso macchinario. Sembrava uno scherzo, ma non lo era.
La denuncia
L’azienda locale ha denunciato tutto perché quei soldi erano spariti e non erano arrivati dove dovevano. La polizia postale e le autorità olandesi si sono messi alla ricerca dell’hacker, partendo proprio dall’Iban della mail su cui erano stati accreditati i 17 mila euro. Su ordine europeo di indagine, ecco spuntar fuori nigeriana residente nella riva sud del Tamigi a Londra. Di qui l’accusa di frode informatica e il processo celebrato a Pesaro, dove è avvenuto il reato. La ditta locale si è costituita parte civile tramite l’avvocato Danilo Del Prete che ha chiesto 37 mila euro di risarcimento, i 17 volatilizzati nel bonifico più 20 per il danno subito. Neanche a dirlo, i soldi sono spariti e l’azienda ha dovuto provvedere all’intero pagamento del macchinario. Il giudice ha condannato la donna a 9 mesi di reclusione e al pagamento di 18 mila euro di risarcimento.




