Liguria

Peste suina africana, i casi continuano a salire. Coldiretti: “Si acceleri con il depopolamento”


Genova. “Serve un cambio di passo nella gestione della peste suina africana”. La richiesta arriva da Coldiretti Liguria dopo l’ultimo bollettino di vigilanza dell’Istituto Zooprofilattico di Liguria, Piemonte e Valle d’Aosta, che testimonia come i casi continuino ad aumentare nonostante le misure adottare sino a oggi.

Al 7 giugno in Liguria erano state riscontrate tredici nuove positività sui cinghiali: nove in provincia di Savona, sette a Piana Crixia (sedici), due a Varazze (37); quattro in provincia della Spezia a Calice al Cornoviglio (sette). Il totale in regione è dunque salito a 1.329 casi.

“I più recenti aggiornamenti epidemiologici confermano il permanere della circolazione del virus nel selvatico e l’allargamento delle aree soggette a restrizione, con particolare attenzione alla provincia di Savona e all’avanzamento del fronte epidemiologico verso ovest”, sottolineano da Colidetti

 “Abbiamo da subito sostenuto la necessità di interventi tempestivi e straordinari per evitare la diffusione della malattia e tutelare il comparto agricolo e zootecnico – dicono Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, e Bruno Rivarossa, delegato Confederale – Oggi, a fronte del continuo rinvenimento di nuovi casi positivi, riteniamo necessario un deciso rafforzamento delle attività di contenimento della popolazione di cinghiali, che rappresenta il principale serbatoio della malattia”.

 La richiesta di Coldiretti Liguria è di accelerare l’azione di depopolamento, procedendo dunque con gli abbattimenti:  “I numeri continuano a crescere e non possiamo permetterci che l’emergenza si trascini senza risultati concreti. Per questo chiediamo alla Regione di intensificare le azioni previste dai piani straordinari già annunciati, fornendo al contempo un aggiornamento puntuale sulle azioni realizzate e sui risultati ottenuti.”

“La PSA continua a rappresentare una minaccia per le imprese agricole e per l’intero territorio – concludono Boeri e Rivarossa – Servono interventi immediati, misurabili ed efficaci. Il tempo delle preoccupazioni è finito: occorre passare con maggiore decisione all’azione”.

 


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