La poesia rimane come il respirotra ferite, libertà e bellezzaora che la Bottega va verso il finale

Lo so che la poesia non ha mai fine. Finché resiste il mondo, finché rimane l’umanità, il senso di umanità nell’uomo, la poesia non si perde. È connaturata con la vita, con lo sguardo e il sentire umano. È una pratica di esistenza. Come respirare, bere, dormire, mangiare. Eppure. Eppure noi stiamo arrivando alla fine della nostra Bottega. Per quest’anno. La prossima settimana escono gli ultimi componimenti che sono riuscito a selezionare. E lunedì 22 vengono pubblicate le poesie considerate più meritevoli, quelle che mi hanno colpito e convinto di più. Con i loro autori sarà fissato un incontro presso la sede dell’Aurora, la storica azienda di penne stilografiche, dove si potrà visitare quel piccolo gioiello di museo che è l’Officina della Scrittura. Questa la notizia, che a me mette un po’ di malinconia. C’è ancora tempo, comunque, la prossima settimana per parlare di poesia. Ora, spazio ai lettori.
Per Tiziana Maria Avico la poesia “non è unicamente ricerca di bellezza o armonia: è anche il luogo dove si contano le ferite, proprie e altrui. È lacerazione, dolore che cerca voce. È resistenza: restare accanto alla sofferenza senza voltarsi dall’altra parte”. Per Eugenio Lombardo, invece, “è la fondamentale libertà di scrutare l’invisibile, che genera una promessa d’armonica comunione”.
Alla fine di una lunga premessa, il lettore Stefano Albergo scrive: “La poesia è uno scorcio sull’intimità dell’uomo, mostrata in una forma tale da enfatizzare il sentimento e permettere comprensione, immedesimazione”. Mentre Federico Peretti invia due poesie intitolate “Soffio” e “Ponte”. Mi sembra interessante condividere l’inizio di entrambe, offrono due buone immagini su cui riflettere. La prima: “La poesia è/ una crisi di panico/ al contrario/ soffia fuori da noi/ il bello che arriva/ dentro di noi”. La seconda: “Nella poesia sei/ ponte/ tibetano/ sei mano aperta/ da cui l’acqua/ cola”. Io avrei chiuso con scivola. L’acqua che scivola è poesia, l’acqua che cola un po’ meno. Forse.
Luna
di Rosaria Di Donato
oramai stanca
d’andar per sempiterni calli
strade nuove percorro
ascolto gershwin
pesca matura ti porgo
tanto e poi tanto
invento un nuovo mondo
ma sempre inevitabilmente
di spazio confinato
soffro frammenti
Affascina. Inutile “inevitabilmente”. E se fosse “offro frammenti”?
Solitudine
di Franco E. Carigliano
Stanno i pensieri solinghi, avvolti nel pianto.
Solo la solitudine li sfiora, lei soltanto!
Non mi convince “solinghi”. La poesia e le immagini reggono anche senza
Sottovoce, sottovento
di Samantha Sgrò
Pensavo di fare un mojito.
Poi la menta ha preso il sopravvento.
Ha ubriacato l’aria.
E di verde invaso l’aiuola
A guardar bene/ l’incanto è tutto là
in una vivida fioriera a nord
che, distratta, intralcia il blu
Sublime l’attacco e l’intralcio finale. Una sbadata minuzia fa poesia
Senza titolo
di Nino Morena
Le madri
continuarono
a vestire di nero,
e a portare
il peso
dei figli lontani
Semplice osservazione di angoscia trattenuta ben scandita in suoni e parole
In croce
di Carol Serafino
Ho visto una croce/ tra i pendii delle montagne.
Aveva le braccia spiegate,
in un obolo offerto al cielo.
Le preghiere si levano all’alto
dal delta della terra,
che nulla implora/ e nulla perdona.
La distanza tra gli uomini
è il loro sguardo
Mi piacciono delta della terra e sguardo come distanza. Via “in un”, basta “un”
Senza titolo
di Daniela Basti
Hanno potato i tigli lungo il viale- e i vecchi nidi
Un’immagine che è insieme ricordi, constatazione e malinconia. Nitida.
Il vero poeta apre nuovi orizzonti e fa risuonare la sua voce ma anche quella di chi legge
Leggere è vita, ma non basta per cogliere l’anima del mondo bisogna tradurre l’invisibile
Attraversiamo la vita senza mappe, cercando come viaggiatori di fermare ciò che accade per caso
Il tempo guadagnato della poesia quando leggere e scrivere versi è un atto di resistenza alla fretta
Silenzio, fermiamoci ad ascoltare la musicalità della poesia che narra il senso della vita
La penna è la vanga del poeta e il suo continuo scavare serve a tracciare sentieri
Poesia come ponte tra persone voci e identità, dalla Bottega in uno spazio comune di parole
La poesia appartiene a chi la sente, tra cuore, memoria e cura i lettori raccontano i loro versi
L’alfabeto dei poeti della vita da Amelina a Zanzotto passando per Conte e Omero
La poesia come gesto di esistenza: parole per dire chi siamo e dove stiamo nel mondo
In guerra senza punti e parole, ma fermiamoci a cercare più cura e attenzione che sfogo
La poesia abita sempre la soglia poiché nasce, vive e si riproduce fra azione e contemplazione
Essenziali, intensi e leggeri così gli haiku raggiungono l’anima profonda della poesia
Quel necessario scrivere in versi per scoprire nuovi mondi
Condividiamo la nostra intimità nello spazio di un haiku lasciando fuori il nostro ego
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