intitolate una piazza a Eugenio De Megni e una via al prefetto De Marinis

Mattinata di cerimonie e ricordi, sabato 6 giugno, per la città di Perugia. Due diverse intitolazioni di aree comunali hanno reso omaggio ad altrettanti personaggi che hanno lasciato un segno profondo nella comunità: l’imprenditore Eugenio De Megni e il prefetto Federico Filippo De Marinis.
La prima cerimonia si è svolta a Ponte San Giovanni, dove è stata intitolata a Eugenio De Megni la piazza situata all’intersezione tra via Manzoni e via Adriatica, all’interno del complesso di recente riqualificazione già noto come “ex De Megni”.
All’evento hanno preso parte l’assessora ai servizi civici Francesca Tizi, i consiglieri Paolo Befani e Margherita Scoccia, il presidente della Pro Ponte Antonello Palmerini e i parenti di De Megni, in particolare il nipote Dino e il pronipote Adriano.
Eugenio De Megni (1891-1963), insieme al fratello Dino, fu fondatore di due aziende – la “Eugenio De Megni industria e commercio legnami” e la “Distilleria De Megni Perugia”, creatrice dell’antico marchio Anisetta – che contribuirono in maniera determinante alla crescita di Ponte San Giovanni, impiegando numerosi lavoratori del posto e offrendo stabilità e opportunità per molte famiglie.
Paolo Befani, componente della commissione toponomastica, ha aperto l’incontro sottolineando i proficui lavori di riqualificazione dell’area, ormai giunti alla conclusione dopo un lungo e travagliato iter durato molti anni. Befani ha ricordato che la proposta di intitolazione, avanzata dalle associazioni ponteggiane, è motivata dal fatto che proprio in questo luogo aveva sede lo stabilimento della famiglia De Megni – tanto che l’area era già identificata con questo nome – ed ha espresso soddisfazione per il pronto accoglimento della proposta da parte di tutti i componenti della commissione.
Antonello Palmerini, presidente della Pro Ponte, ha spiegato che l’associazione ha assunto il ruolo di capofila di numerose realtà del quartiere per formalizzare la richiesta. “Questo luogo, legato alla famiglia De Megni, ha sempre rappresentato un punto di riferimento per il quartiere. Qui l’azienda di famiglia ha prosperato consentendo a Ponte San Giovanni di rilanciarsi dopo la guerra”, ha detto, sottolineando che la cittadinanza ha voluto così rivolgere un segno di ringraziamento e riconoscimento a Eugenio De Megni.
Il nipote Dino ha parlato di un “bel regalo” per la famiglia, ricordando il nonno come un imprenditore illuminato, di poche parole ma sani principi, che condusse una vita mai sopra le righe. “Voleva fortemente ricostruire lo stabilimento bombardato durante la Seconda Guerra mondiale proprio con l’obiettivo di rilanciare Ponte San Giovanni. Purtroppo non fu fortunato nella sua vita privata – ha aggiunto – lo abbiamo perso troppo presto quando ancora avrebbe avuto tante cose da poterci insegnare”. Dino De Megni ha poi ricordato con affetto le camminate con il nonno per Ponte San Giovanni e per il centro storico.
In chiusura, l’assessora Francesca Tizi ha confermato che la commissione toponomastica ha accolto con grande favore la richiesta delle associazioni, trattandosi di una proposta molto sentita dal territorio. “La piazza è sembrata da subito il luogo naturale da intitolare alla memoria di Eugenio De Megni, visto che già in precedenza era conosciuta come ‘area ex De Megni’”, ha detto, esprimendo apprezzamento per i lavori di riqualificazione che restituiranno alla cittadinanza una zona valorizzata e pronta ad essere vissuta.
La seconda cerimonia si è svolta in località Compresso, nella zona di Monte Tezio, dove è stata intitolata una via all’ex prefetto Federico Filippo De Marinis.
Erano presenti l’assessore Francesco Zuccherini, il vice presidente della commissione toponomastica Nicola Paciotti, la presidente dell’assemblea legislativa Sarah Bistocchi, il vice presidente della provincia di Perugia Riccardo Vescovi e i familiari di De Marinis con i figli Domenico e Rosa, oltre ad alcuni nipoti tra cui il consigliere comunale Federico Phellas.
Nato a Gravina di Puglia nel 1927, laureato in Giurisprudenza, De Marinis ha ricoperto gli incarichi di vice capo di Gabinetto presso la prefettura di Reggio Emilia, capo della segreteria tecnico-amministrativa presso la presidenza del Consiglio dei Ministri e poi collaboratore diretto del sottosegretario, direttore del servizio affari generali al ministero dell’Interno, capo di gabinetto presso le prefetture di Catanzaro, Rovigo e Verona. Nel 1980 viene nominato prefetto di Terni e poi di Perugia, dove opera fino al 1992. È scomparso nel 1993.
La presidente Sarah Bistocchi ha definito quella di De Marinis “una storia di impegno nei confronti dello Stato, ossia della cosa pubblica, ma anche una storia di legami di sangue e di cuore con un territorio e varie città dell’Umbria, in primis Perugia e Terni”. A Perugia, come prefetto, ha dato tanto ed è quindi giusto che oggi possa ricevere il giusto riconoscimento della città.
Riccardo Vescovi, pur non avendo conosciuto personalmente De Marinis, ha sottolineato come dall’impegno dei nipoti emerga con chiarezza l’amore e la dedizione dell’ex prefetto verso le istituzioni, definendo la giornata “bella ed importante perché la città rende onore ad un grande uomo che ha servito con onore e disciplina la comunità”.
L’assessore Francesco Zuccherini ha rivolto un sentito ringraziamento a coloro che hanno avanzato la proposta di intitolazione in commissione toponomastica, perché “dedicare spazi della città a personaggi che hanno dato tanto alla comunità è giusto e doveroso, onde perpetuarne per sempre il ricordo”.
Il consigliere Nicola Paciotti, vice presidente della toponomastica, ha parlato di “una storia che viene da lontano, dalla terra natia di De Marinis, la Puglia, ed approda poi nella nostra Perugia dove l’ex prefetto si è sempre sentito parte integrante della comunità, scegliendo di esserlo e servendo per anni lo Stato”. La proposta di intitolazione, approvata già nel corso della passata consiliatura, è stata condivisa da tutti. “Dietro ad ogni nome – ha spiegato Paciotti – c’è una persona ed una storia, come nel caso di specie, meritevoli di aver contribuito a costruire il presente. Oggi l’intitolazione vuole essere una forma di riconoscenza nei confronti di De Marinis affinché ne rimanga perenne memoria”.
I figli Domenico e Rosa hanno rivolto un ringraziamento alle istituzioni “che rappresentano per noi la famiglia e ci hanno accompagnato per anni con affetto”. Hanno ricordato che il padre ha sempre lavorato per creare una connessione tra le realtà sociali, interpretando con autorevolezza e umanità il suo ruolo, avendo come guida assoluta la Costituzione. “Federico Filippo De Marinis, che si definiva un servitore dello Stato, è stato un esempio per tutti ed è giusto che oggi la sua memoria venga elevata”.
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