Lazio

avremo il nostro candidato sindaco

Le elezioni comunali per il dopo-Gualtieri sembrano ancora lontane, ma dietro le quinte della politica romana i motori sono già caldi.

Nel perimetro della destra cittadina c’è chi ha deciso di giocare d’anticipo per marcare il territorio e ritagliarsi uno spazio di assoluta autonomia rispetto ai partiti tradizionali della coalizione.

È il progetto politico del generale Roberto Vannacci, che ha individuato in Roma il principale laboratorio per il radicamento del suo movimento, Futuro Nazionale, arrivando a ipotizzare apertamente la presentazione di un proprio candidato sindaco per la corsa al Campidoglio nel 2027.

L’annuncio, destinato a scuotere gli equilibri interni al centrodestra romano, è arrivato nel corso di una affollata manifestazione organizzata nel quartiere dell’Eur.

Davanti a militanti, quadri locali e rappresentanti dei comitati civici, l’eurodeputato ha tracciato la road map della sua creatura politica nella Capitale.

La scalata al Campidoglio: decine di circoli nei quartieri

La strategia emersa dal summit all’Eur punta alla capillarizzazione del consenso. L’obiettivo non è solo capitalizzare i voti d’opinione raccolti dal generale alle ultime tornate elettorali, ma strutturare una vera e propria classe dirigente locale in grado di competere nei quindici municipi romani.

Per farlo, Futuro Nazionale punta alla nascita di decine di comitati territoriali e circoli di quartiere, considerati il nucleo di partenza per la stesura del programma amministrativo. Sebbene il nome del candidato sindaco non sia stato formalizzato, la macchina organizzativa ha già iniziato a vagliare i profili di una squadra che possa intercettare l’elettorato conservatore.

Foto LaPresse

Il patto dell’Eur: l’abbraccio con i militanti di Alemanno

L’elemento politicamente più rilevante emerso durante l’iniziativa è la forte saldatura con un pezzo storico della destra sociale romana. Il movimento di Vannacci ha infatti registrato l’ingresso in blocco di personalità e quadri dirigenti vicini all’ex sindaco Gianni Alemanno.

A seguito della decisione di far confluire il movimento “Indipendenza” all’interno del progetto di Futuro Nazionale, una fitta rete di ex amministratori capitolini, ex consiglieri municipali e attivisti d’area ha formalizzato l’adesione.

Si tratta di un innesto di peso che garantisce a Vannacci quel “know-how” e quella conoscenza dei meccanismi amministrativi della macchina del Campidoglio indispensabili per una campagna elettorale complessa come quella romana.

Dai salotti ai comitati No-Ztl: una composizione eterogenea

Accanto ai professionisti della politica e ai volti noti del centrodestra — molti dei quali avevano preso le distanze dai partiti tradizionali negli ultimi anni — la struttura romana del movimento si presenta fortemente eterogenea. All’Eur si sono visti giornalisti, esperti di comunicazione, esponenti dell’associazionismo e commercianti.

A fare da collante sono soprattutto le battaglie di prossimità nei quartieri, a cominciare dalle forti resistenze contro i provvedimenti della giunta di centrosinistra sulla mobilità urbana, come le restrizioni al traffico legate alla cosiddetta Ztl Fascia Verde.

A quasi due anni dall’apertura delle urne, la mossa di Vannacci suona come un avviso di sfratto al centralismo dei partiti maggiori dell’area conservatrice.

Resta da capire se quella del generale sia una strategia per alzare il prezzo all’interno di una futura coalizione unitaria o se la sfida autonomista andrà fino in fondo. Nel frattempo, i cantieri per la Roma del 2027 sono ufficialmente aperti.

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