Basilicata

Furgiuele molla Salvini: «Scelgo Vannacci, questa Lega post ideologica non mi appartiene»

Il deputato calabrese Domenico Furgiuele, alfiere della remigrazione, annuncia sui suoi canali social il divorzio dalla Lega: aderisce al partito di Vannacci


Domenico Furgiuele lascia la Lega e approda in Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Una notizia che non sorprende perché il deputato lametino era già dato tra i parlamentari in uscita dal partito di Salvini e tra i più vicini al generale. I temi su cui da tempo insiste  – la remigrazione su tutti, terreno che lo ha visto andare a braccetto con CasaPound – sono del resto le fondamenta dell’ideologia di Futuro nazionale.

L’annuncio è arrivato dai suoi canali social. Ritorno a Camelot, scrive. «Dopo dodici anni, lascio la Lega. Non è una decisione improvvisa. È una scelta meditata, rinviata più volte. Ho cercato dentro di me e nel confronto con chi si sta occupando del partito negli ultimi tempi, motivi per restare, ma non ne ho trovati» si duole l’ex leghista.

Che poi spiega: «La Lega nella quale entrai nel 2014 non è più quella di oggi. Almeno non alle nostre latitudini. La Lega di oggi è quella che si definisce post ideologica, è quella che rinnega un percorso di 12 anni. È quella dei manifesti ideologici che apre ai capricci LGBT, che prende i soldi degli Italiani e li manda a Zelensky».

Quindi l’uscita, direzione Vannacci. «Non il ritorno a un passato impossibile da ricostruire, ma il ritorno alle sorgenti. Continuerò a combattere per ciò in cui ho sempre creduto per l’identità dei popoli, per le nostre radici, per la tradizione della civiltà europea, contro il cosmopolitismo apolide e senza confini, contro il conformismo imposto dal politicamente corretto, contro una visione orizzontale e materialista dell’esistenza. Continuerò la mia battaglia – dice – per la remigrazione. Una battaglia sulla quale troppo spesso, nel centrodestra, sono mancati il coraggio, la determinazione e la volontà di andare fino in fondo». Poche ore prima, del resto, aveva usato la strage di Amendolara a sostegno della sua tesi, al grido di “prima la sicurezza, prima gli italiani”.

«Non mi appartiene la destra annacquata. Non mi appartiene il moderatismo senza anima – conclude – Non mi appartiene il centrodestra sbiadito e fluido che confonde la prudenza con la rinuncia. Da oggi inizia una nuova strada».


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