Cinquanta sindaci firmano il manifesto in Seminario: “Basta polarizzazione, lavoriamo insieme”

Una quarantina di sindaci dei comuni dell’Arcidiocesi di Bologna, di diverso colore politico, civici, centrosinistra, centrodestra, hanno sottoscritto oggi nell’Aula Magna del Seminario il manifesto “Organizziamo la speranza”, al termine di un percorso avviato nel settembre 2025 su iniziativa del Cardinale Matteo Zuppi.
A illustrare il senso del cammino compiuto è stato Mons. Stefano Ottani, che nel punto stampa conclusivo ha rivendicato il valore sia dei contenuti che del metodo. “La conclusione di questo itinerario è davvero interessante, che ha visto delle acquisizioni sia di contenuto che di metodo”, ha detto. “Il lavorare insieme fra sindaci anche di diverse situazioni, comuni grandi e piccoli, di diverse appartenenze politiche, e produrre questo manifesto, che certo non sarà originalissimo nell’idea ma che esprime delle convergenze possibili su soluzioni, su problemi reali, davvero è una grande acquisizione”.
Al centro del manifesto, strutturato attorno ai quattro principi dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium di papa Francesco, c’è una concezione della politica come servizio al bene comune, lontana dalla logica dello scontro e dell’immediato. “Questa idea di organizzare la speranza ha fatto sì che la speranza non rimanga solo una virtù teologale, come noi preti siamo abituati a pensare, ma un bene storico, arduo, ma praticabile”, ha spiegato Ottani. “E in fondo credo che adesso la grande speranza del mondo è la pace. Che deve essere attivamente costruita”.
Il testo del manifesto insiste sulla “dittatura dell’immediato” come principale ostacolo a una buona amministrazione, e chiede agli eletti di guardare oltre il mandato elettorale, in una prospettiva transgenerazionale e transculturale. Un approccio che Ottani ha difeso anche rispetto al contesto bolognese, con la città proiettata verso le prossime elezioni comunali: “Abbiamo cercato di accorciare i tempi, puntando su prima dell’estate, proprio per mantenerci sufficientemente lontani da questi problemi. Il manifesto affronta anche questo aspetto quando dice che il tempo è superiore allo spazio: ogni amministratore non deve ragionare entro i brevi termini del mandato, ma deve guardare oltre”.
L’iniziativa nasce da un incontro promosso dall’arcivescovo il 27 settembre 2025 con i sindaci del territorio diocesano, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione come premessa alla “organizzazione della speranza”, formula con cui Tina Anselmi definiva la politica. Il percorso ha coinvolto anche la minoranza nei consigli comunali e punta ora a una seconda fase di allargamento alla cittadinanza. I comuni hanno tempo fino al 30 giugno per aderire formalmente portando il testo all’approvazione del proprio Consiglio.
Tra i firmatari, il sindaco metropolitano Matteo Lepore, che ha sottolineato come il valore principale dell’iniziativa stia nel rifiuto della polarizzazione: “In un momento di grande polarizzazione, di visione politica, di linguaggi d’odio, che una cinquantina di sindaci si ritrovino tra loro, civici, centrosinistra e centrodestra, prendendosi l’impegno di lavorare insieme rifiutando l’idea della polarizzazione, dell’odio, della rissa continua, ma anzi lavorando sulla partecipazione e l’ascolto dei cittadini sia un impegno molto importante”.
Ottani ha auspicato che il modello possa estendersi: “Questo lavoro che oggi si conclude con la sottoscrizione del manifesto penso possa essere anche un modello da ripetere e da allargare”. E alla domanda se spera che i candidati alla guida di Bologna lo leggano, ha risposto con prudenza ma con fiducia: “Confido che possa almeno diffondersi in questa prospettiva”.
Erano presenti oggi i sindaci di 35 comuni del territorio diocesano. Gli altri comuni hanno tempo fino al 30 giugno per aderire formalmente, portando il testo all’approvazione del proprio Consiglio comunale.
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