Lazio

intesa tra Gualtieri e BEI per il Fondo dell’Abitare Accessibile

Un paracadute finanziario da trentamila alloggi per dare ossigeno alla “fascia grigia” di Roma: quel popolo silenzioso di studenti fuori sede, giovani precari, lavoratori autonomi e famiglie monoreddito che guadagnano troppo per sperare in una casa popolare (Erp), ma troppo poco per sopravvivere alla giungla dei canoni d’affitto del libero mercato privato.

È questo l’obiettivo politico del protocollo d’intesa siglato ieri a Palazzo Senatorio tra il sindaco Roberto Gualtieri e la vicepresidente della Banca europea per gli investimenti (BEI), Gelsomina Vigliotti.

L’accordo prevede l’avvio di una task force di advisory (assistenza tecnica) completamente gratuita. Gli esperti di Lussemburgo affiancheranno i tecnici del Campidoglio per ingegnerizzare, strutturare e lanciare sul mercato il neonato “Fondo per l’Abitare Accessibile”, un veicolo finanziario pubblico-privato ideato per comprare, costruire e rigenerare immobili da destinare all’edilizia residenziale sociale (Ers).

Il modello finanziario: a caccia di investitori istituzionali

La consulenza dell’istituto di credito dell’Unione Europea servirà a disegnare l’architettura giuridica, i modelli di governance e la sostenibilità economica del Fondo, con il compito cruciale di renderlo attrattivo e “bancabile” per i grandi investitori istituzionali, le fondazioni bancarie e i privati.

L’intervento si inquadra nelle linee strategiche dello European Affordable Housing Plan, il piano di bandiera dell’UE che per il solo 2026 mette sul piatto finanziamenti immobiliari per 6 miliardi di euro.

Gli analisti della BEI verificheranno la compatibilità del fondo romano con la complessa normativa europea sugli aiuti di Stato e la contabilità pubblica, avviando nei prossimi mesi una fase di market sounding (un sondaggio esplorativo del mercato) per blindare la pipeline dei cantieri prima della partenza operativa delle assegnazioni.

Gualtieri: «Un’opportunità di altissimo livello per una sfida europea»

«Noi registriamo a Roma un fabbisogno di edilizia sociale molto ampio, stimato in circa 30mila famiglie schiacciate dalla crisi immobiliare», ha spiegato il sindaco Roberto Gualtieri, ringraziando i vertici della banca per il supporto strategico.

«Grazie alla BEI disporremo di una consulenza di altissimo livello per trovare il perfetto punto di equilibrio economico tra le componenti pubbliche e quelle private del fondo. Creeremo uno strumento flessibile per l’acquisizione e la rigenerazione di stabili da sottrarre alla speculazione, affrontando la sfida dell’affitto accessibile che oggi accomuna Roma a tutte le più grandi metropoli del continente».

Sulla stessa linea d’onda la vicepresidente della BEI, Gelsomina Vigliotti, che ha ricordato come l’edilizia accessibile debba camminare di pari passo con «l’efficientamento energetico e la transizione ecologica, in linea con gli obiettivi della missione Ue per le città a impatto climatico zero di cui la Capitale fa parte».

L’assessore Zevi: «Risposta concreta ai cambiamenti sociali della città»

A tracciare l’identikit sociale dei futuri inquilini a canone agevolato è l’assessore al Patrimonio e alle Politiche abitative, Tobia Zevi: «Questo accordo è un pilastro nello sviluppo dell’Agenzia Sociale per l’Abitare. Parliamo di dare risposte a chi oggi si trova schiacciato in una terra di nessuno: lavoratori con redditi insufficienti rispetto al costo della vita, giovani che cercano l’autonomia e studenti. La collaborazione con la BEI ci darà le munizioni tecniche necessarie per governare le trasformazioni economiche e demografiche che stanno ridisegnando i quartieri della nostra città».

L’asse tra il Campidoglio e la BEI vanta radici profonde: dal 1983 a oggi, la banca dell’Unione Europea ha finanziato la Capitale con oltre 1,7 miliardi di euro di prestiti diretti (capaci di mobilitare investimenti complessivi per 7 miliardi), legando il proprio nome alla nascita delle linee metropolitane B1 e C, all’acquisto dei nuovi treni e alla modernizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti. Da oggi, la scommessa si sposta sui tetti delle case dei romani.

Le foto presenti su abitarearoma.it sono state in parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione che le rimuoverà.

Scrivi un commento


Source link

articoli Correlati

Back to top button
Translate »