Basilicata

Matera, vertice Asm-sindacati senza intesa: la mobilitazione continua

Vertice Asm-sindacati senza intesa: per i 68 lavoratori della vigilanza e il trasporto, la mobilitazione continua dopo il presidio al Madonna delle Grazie di Matera


Non si sciolgono i nodi attorno ai lavoratori della vigilanza e del trasporto dell’Asm. Si tratta di 68 unità in agitazione e in presidio ieri mattina davanti all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera per chiedere risposte e chiarimenti all’azienda.
La preoccupazione di Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil con i segretari Marcella Conese, Michelangelo Ferrigno e Fabio Tundo anche dopo l’incontro avuto ieri con il direttore generale Friolo rimane evidentemente concreta.

Ufficialmente le parti non hanno rilasciato dichiarazioni a margine dell’incontro; sappiamo solo che i dubbi rimangono e che la pace non è certo tornata.
Secondo alcune notizie che “L’Altravoce – il Quotidiano” ha verificato, durante il confronto l’Asm materana avrebbe manifestato la volontà — al momento teorica e non ancora supportata da atti amministrativi — di varare una seconda delibera. Questo provvedimento recupererebbe le ore che l’azienda ha attualmente sottratto per impiegare i lavoratori (in particolare quelli della vigilanza) all’interno delle case di comunità che la provincia di Matera sta realizzando e completando.

LE RASSICURAZIONI NON CONVINCONO

Di fatto però le rassicurazioni hanno finito per aumentare gli interrogativi sul perché una seconda delibera non sia arrivata immediatamente per evitare di cadere completamente in questa situazione e sui tempi reali di completamento dei lavori in corso e dunque sulla possibilità di poter procedere con l’utilizzo di queste nuove strutture in tempi relativamente brevi e non nei prossimi mesi in maniera indefinita.
In più evidentemente se davvero la seconda delibera con le ore ripristinate dovesse “sbucare” sotto forma diversa ed è chiaro che ci sarà poi evidentemente anche da verificare spostamenti e sedi dei lavoratori stessi.

Insomma un percorso ad ostacoli che però al momento non trova riscontri tangibili nè novità formali con la Asm che continua a ribadire che il provvedimento non mette in pericolo i livelli occupazionali.

SI PUNTA ALLA PREFETTURA

Insomma la distanza tra le parti rimane intatta tanto che adesso anche la procedura di raffreddamento avviata dalle organizzazioni sindacali come da prassi in questi casi pare essere giunta al termine per cui arriverà nelle prossime ore la comunicazione al prefetto a cui spetterà poi nei dieci giorni successivi procedere alla convocazione in prefettura delle parti.
In quella sede si capiranno meglio le diverse posizioni e si capirà soprattutto se questa delibera che la Asm conterebbe comunque di fare entro i primi giorni di luglio sarà diventata realtà o rimarrà solamente un auspicio e nulla di più.

Senza novità significative è chiaro che la procedura di raffreddamento non avrà prodotto il risultato auspicato cioè quello di avvicinare le parti e le organizzazioni sindacali andranno verso ulteriori scelte e decisioni che si aggiungeranno all’attuale statodi agitazione.
Non si esclude a quel punto che si possa anche arrivare anche ad azioni più importanti come quella di uno sciopero dei lavoratori interessati che in un contesto complesso come quello sanitario potrebbe risultare evidentemente pesante. La questione nei prossimi giorni arriverà anche all’attenzione della commissione regionale che si occupa di sanità.


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