>>>ANSA/ Budapest annuncia l’intesa con Kiev, l’Ue accelera sull’Ucraina – Altre news
(dell’inviato Michele Esposito)
Prima l’annuncio del primo
ministro Peter Magyar sull’intesa sui diritti della minoranza
ungherese in Ucraina, poi il tweet della presidenza cipriota
dell’Ue sull’avvio dell’iter per l’apertura del primo capitolo
negoziale per l’adesione di Kiev e della Moldavia: due eventi
diversi, ma profondamenti legati e decisivi per fare di giugno
un mese cruciale sul dossier Allargamento. L’appuntamento chiave
sarà il summit dei 27 del 18 e 19 giugno a Bruxelles ma, con la
doppia mossa arrivata in tarda serata, a Volodymyr Zelensky è
arrivato un segnalo chiaro sulla determinazione dell’Ue di
portare avanti il percorso dell’Ucraina nell’Unione. Con
un’appendice non marginale: il vertice dei leader europei con
gli omologhi dei Balcani Occidentali che avrà inizio a Tivat, in
Montenegro, nella serata di giovedì. L’avvicinamento di Kiev
all’Ue non può prescindere da quello di una parte dei Balcani,
Montenegro e Albania su tutti.
L’annuncio di Magyar è arrivato da Parigi, dove il
neo-premier ungherese ha visto Emmanuel Macron, sviluppando
ulteriormente il suo tour europeo finalizzato innanzitutto a
cancellare l’immagine dell’Ungheria di Viktor Orban dai consessi
europei. Fresco dell’intesa – che resta comunque da finalizzare
– con Ursula von der Leyen sullo sblocco di una buona parte dei
fondi comunitari per Budapest, Magyar ha annunciato il
raggiungimento di “un accordo completo con l’Ucraina per
ampliare i diritti linguistici, educativi, culturali e politici
della minoranza ungherese”. Al di là della propaganda sovranista
di Orban, il tema era e resta molto sentito a Budapest, e aveva
finora rappresentato un freno al via libera dell’Ungheria al
prosieguo dell’iter di adesione dell’Ucraina. Un iter che, a
Bruxelles, amano ripetere essere legato a un processo di merito.
Ma il ruolo della politica si può nascondere fino a un certo
punto.
Una manciata di minuti dopo dall’annuncio di Magyar, non a
caso, la presidenza di turno dell’Ue detenuta da Cipro ha
comunicato l’avvio dei preparativi per l’apertura del primo
capitolo (‘cluster’) per l’adesione di Ucraina e Moldavia.
“Questo evento segna una tappa fondamentale nel loro percorso di
integrazione europea e invia un messaggio forte di unità e
determinazione da parte dell’Ue”, ha sottolineato Nicosia, al
cui tweet ha fatto eco quello dell’Irlanda, che prenderà la
presidenza del semestre Ue dal primo luglio. “Questo è un
momento di rinnovata unione dell’Ue, i popoli dell’Ucraina e
della Moldavia hanno mostrato determinazione nelle riforme,
nonostante le sfide che hanno davanti”, ha detto la ministra
degli Esteri Helen McEntee. Di tutto, e non solo, si parlerà in
Montenegro nelle prossime ore, al vertice che riunirà i vertici
dell’Ue e quelli dei Balcani Occidentali. L’apertura del cluster
per Kiev, infatti, non esaurisce certo l’iter dell’Ucraina per
entrare nell’Ue. Le perplessità sulle ricadute economiche e
agricole, in diversi Paesi membri restano. E una parte dei
leader europei, a cominciare da Giorgia Meloni, da tempo
sostiene che l’Ue non può aprire le porte a Kiev senza prima
certificare il prossimo ingresso di una parte dei Balcani
Occidentali nell’Unione.
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