Umbria

Da Gubbio a Shenzhen con 165 poesie nel cuore del poeta moderno Mattia Baldelli Passeri

di Stefania Supino

Trasformare una passione in un lavoro non è sempre possibile. Ma questo non significa che debba smettere di essere tale; anzi, molto spesso, è qualcosa che nasce da dentro e continua a dare la spinta, in modo ostinato, a inseguire i propri sogni, anche quando la vita prende un’altra direzione. Ne è un esempio la storia di Mattia Baldelli Passeri, classe ’88, eugubino di nascita e, ormai, cinese d’adozione. Una vita dietro a tutto ciò che implica la creatività e una passione, quella della scrittura, che lo accompagna ormai da vent’anni.

Passione Mattia oggi vive a Shenzhen, in Cina, dove lavora nel settore della moda come progettista di abiti. Ma da quando è ragazzo coltiva un amore per le parole, i versi e gli aforismi. «Da oltre vent’anni scrivo pensieri e mi addentro nella poesia – racconta ai microfoni di Umbria24 -, non è un lavoro, è una passione». Una passione che quest’anno, per la prima volta, si presenta al mondo. Dal 1 giugno, infatti, Mattia ha deciso di rendere pubbliche le sue raccolte in un sito web, www.mattiabaldellpasseri.com, dove chiunque può leggere e scaricare liberamente le sue opere. Sono circa 165, alcune lunghe e altre brevi, «dei momenti», in cui ci sono cose che non aveva mai detto prima: tra momenti privati e ringraziamenti a chi ha contribuito alla sua crescita come scrittore e poeta.

Gubbio Il rapporto con Gubbio è il tema più viscerale dell’intera raccolta. Per la poesia dedicata alla sua città, Mattia racconta che per scriverla ci ha impiegato 38 anni, ovvero la sua intera vita. «Sono dovuto andare via da casa, dall’Umbria, per riuscire a dare forma a quello che è stato il mio dolore per la lontananza dalla mia città», confessa. Una lontananza che non ha spento il legame, bensì lo ha reso più nitido, più necessario da raccontare. Inoltre, il poeta non esclude che in futuro le sue composizioni non possano prendere forma di una raccolta vera e propria, già battezzata con il titolo PasseRiflessioni.

Ispirazione Raccontando le sue ispirazioni, Mattia cita Carmelo Bene, ma la spinta più concreta arriva da un’amica, allora conduttrice di una televisione locale in cui lui lavorava. «Lei mi ha aperto il mondo ai motti -, dice – mi chiedeva spesso di raccontare qualche poesia, vedeva in me una creatività innata». Alcune composizioni nascono anche da canzoni che aveva scritto nel tempo; altri progetti, invece, confessa che sono rimasti a metà: «Ho sempre fatto cose che non ho mai portato a termine, perché mi annoio, non le vedo con potenziale», ammette. Ma intanto, uno di questi progetti lo ha portato a termine.

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