Argentina ai piedi dell’eterno Messi
L’eleganza spagnola contro la tenacia argentina. Sono i perni della finale di domani sera, che metterà di fronte la Roja campionessa d’Europa e l’Albiceleste campionessa del mondo. L’Argentina punta a diventare la prima squadra in 64 anni a difendere il titolo con successo, in quella che sarà l’ultima partita ai Mondiali della carriera del capitano Lionel Messi. La Pulce, in caso di successo potrebbe compiere una clamorosa rimonta e portarsi a casa il nono pallone d’oro (nonostante i due rigori sbagliati), secondo quanto ipotizza L’Equipe, sottolineando che questo scenario era «del tutto inverosimile soltanto due mesi fa».
L’arbitro sarà lo sloveno Slavko Vincic e c’è un precedente che fa tremare i tifosi sudamericani. È stato, infatti, il direttore di gara dell’ultima sconfitta della nazionale ai Mondiali. Nel 2022 in Qatar, Vincic diresse Argentina-Arabia Saudita, la partita d’esordio della nazionale di Scaloni che si concluse con una inattesa sconfitta.
A 39 anni, dopo aver confessato di essere stato in dubbio fino all’ultimo se rispondere alla chiamata del ct Scaloni, Messi diventerà il secondo nella storia a giocare in tre finali di Coppa del Mondo, eguagliando l’impresa del brasiliano Cafu nel 1994, 1998 e 2002. Messi ha disputato una Coppa del Mondo da record ed è sulla buona strada per la Scarpa d’Oro dopo aver segnato otto gol nel percorso dell’Argentina verso la finale. Ancora più significativo, l’otto volte vincitore del Pallone d’Oro ha ripetutamente salvato l’Argentina in momenti in cui sembrava destinata all’eliminazione.
È stato la forza trainante di un’incredibile rimonta vincente contro l’Egitto negli ottavi, quando i sudamericani erano sotto di due gol a 11 minuti dalla fine, prima di vincere 3-2. Ha poi fornito i due assist che hanno permesso di ribaltare il match con l’Inghilterra nella semifinale di mercoledì ad Atlanta.
Quella vittoria ha incarnato l’approccio tenace e combattivo dell’Argentina, una resilienza forgiata sotto la guida di Lionel Scaloni. Il tecnico, che ha portato l’Argentina a vincere due Coppe America consecutive, prima e dopo il trionfo ai Mondiali del 2022, attribuisce il successo della sua squadra all’impavidità.
«È un gruppo difficile da spiegare – ha detto –. È una dimostrazione di spirito di squadra, di fratellanza, della volontà di lottare fino alla fine. Questi ragazzi non temono nulla».
E servirà tutta la straordinaria tenacia argentina contro una Spagna che ha gradualmente preso slancio nei primi turni, fino ad arrivare in finale con una magnifica prestazione che ha permesso di sconfiggere la favorita Francia 2-0, in semifinale.
Scaloni, 48 anni, che ha forti legami personali e professionali con la Spagna, dove vive, ha dichiarato che metterà in pausa la sua amicizia con Luis De La Fuente per la finale. «È stato il mio mentore, mi ha insegnato tutto quello che so e ora ci troviamo l’uno contro l’altro. Tutti sanno che vivo in Spagna e ho parenti spagnoli. E mi dispiace molto, ma in finale cercherò di batterlo».
Per i bookmakers sarà una finale equilibrata, ma non troppo: al momento nei pronostici degli esperti la possibilità di veder trionfare la Roja è data a 1,65. La Spagna sarebbe, quindi, la favorita sull’Argentina che, però, con quota 2,30 non vede del tutto esclusa la possibilità di bissare il successo del 2022. Che la partita si chiuda con un altro ribaltone Albiceleste? Che questo accada o meno, al termine della finale potremmo assistere a un’ulteriore prima volta: è possibile che a co-consegnare la Coppa alla nazionale vincente, insieme al presidente Fifa, sia Donald Trump.
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