Emilia Romagna

Fakir Abderrahim morto durante l’arresto: “Gli tenevano la gamba sul collo, gridava aiuto”


“Lo hanno ammanettato, gli hanno messo due gambe sul collo finché non respirava più. Lui stava urlando chiedendo aiuto. Due poliziotti contro una persona già a terra con le manette”. Parla così Mimi, il cognato di Fakir Abderrahim, l’uomo di 43 anni morto mentre veniva arrestato da due agenti di polizia. Le sue parole esprimono il dolore e la rabbia che domenica pomeriggio sono esplosi al Pilastro.

“Una scena da film americani”

Gli agenti sono intervenuti in via Italo Svevo dopo che alcuni residenti avevano segnalato la presenza di Fakir che in quel momento stava andando in escandescenze. Secondo le prime informazioni, alla vista della pattuglia l’uomo si sarebbe rivolto con violenza verso agenti e volante. La dinamica dell’arresto è ancora in fase di ricostruzione, ma tanti tra i residenti della zona riferiscono di avere assistito alla stessa scena: “Lo hanno fermato, ammanettato e messo già con violenza, con una gamba sul collo. Una cosa che vediamo solo nei film americani o su TikTok”, sbotta Mimi.

Il video dell’arresto: Fakir bloccato a terra dai poliziotti

Fakir Abderrahim viveva a Bologna e, per motivi ancora da accertare, si aggirava intorno ai condomini di via Italo Svevo in uno stato alterato. I poliziotti lo hanno raggiunto in un corridoio che porta alle autorimesse sul retro del palazzo al civico 2 di via Italo Svevo. È sull’asfalto che è avvenuto il tragico arresto filmato da un residente. Il video mostra i poliziotti che tengono con forza a terra il 42enne che urla “aiuto”.

In alcuni momenti dell’arresto – si vede – uno dei poliziotti preme verso il suolo la testa di Abderrahim con entrambe le mani e una gamba sulla schiena. Durante le operazioni di arresto, effettuato dai poliziotti, sono presenti anche i sanitari del 118.

Dopo qualche minuto Fakir smette di lottare: è morto, come constateranno gli operatori del 118 arrivati sul posto. Nonostante le manovre di rianimazione, per il 43enne non c’è stato nulla da fare. Stando a quanto riferito dai suoi parenti, Fakir “soffriva di asma”.

Nelle ore successive sono arrivati sul posto anche i familiari della vittima, tra cui la sorella e il fratello, distrutti dal dolore, insieme agli amici di Fakir. Per strada si sono riversati a decine i residenti, scioccati e arrabbiati per l’accaduto. Alcuni di loro hanno appeso uno striscione che recita “Verità e giustizia per Fakir. Lo Stato uccide”.

“Purtroppo lui non c’è più, ormai parlare non serve ormai. Oggi è successo a Abderrahim, spero la prossima volta non succeda a un altro”, commenta sfinito il cognato.

La ricostruzione della Questura

Nella serata di domenica la Questura di Bologna ha mandato una nota stampa in cui riporta la sua ricostruzione dei fatti.

“Gli agenti sono intervenuti su richiesta dei cittadini che avevano segnalato una persona in escandescenza. Gli agenti intervenuti, per contenere il soggetto, sono stati aiutati da altri cittadini, anche a seguito del danneggiamento di un’auto. Gli agenti hanno richiesto immediatamente anche l’ausilio dei sanitari del 118. Dopo le operazioni di contenimento effettuate anche alla presenza dei sanitari del 118 il soggetto è deceduto. Le riprese delle bodycam dei poliziotti intervenuti che hanno registrato le operazioni saranno messe immediatamente a disposizione dell’Autorità Giudiziaria”, riferisce Piazza Galileo Galilei


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