La sorte di Khamenei sempre più un mistero: non è in Iran
Se già in tempo di pace era solito tenere un profilo molto basso, ora che soffiano venti di guerra Mojtaba Khamenei appare ai più semplicemente introvabile. E così, negli ambienti diplomatici e di intelligence si fanno strada sempre più ipotesi sulle sue sorti.
L’ultima soffiata, al momento non confermata, proviene da una fonte di sicurezza israeliana, citata dall’emittente saudita al-Hadath: «Non si trova in Iran». Una versione diversa dalle ricostruzioni finora trapelate dall’interno del regime, secondo cui l’attuale leader supremo si troverebbe ancora in patria, anche se al momento lontano dai riflettori per motivi «di salute e sicurezza».
L’assenza di apparizioni pubbliche da quando è stato nominato l’8 marzo scorso successore del padre Ali Khamenei, ucciso otto giorni prima in raid israelo-statunitensi nei quali lo stesso Mojtaba sarebbe rimasto seriamente ferito, certo non aiuta a placare una ridda di voci e congetture sulle sue reali capacità di comando.
Finora non fermatesi nonostante i numerosi tentativi di Teheran di bloccarle: sia con la diffusione di messaggi scritti a lui attribuiti (l’ultimo contenente un annuncio di sospensione del memorandum d’intesa con gli Usa e la promessa di infliggere al «Grande satana» americano «lezioni indimenticabili») sia con reiterate dichiarazioni di assoluta fedeltà da parte di altre figure apicali del regime.
«I suoi comunicati sono scritti dal nuovo capo delle Guardie rivoluzionarie islamiche, Ahmad Vahidi, e da altri membri del Corpo», ha affermato la fonte israeliana ripresa da al-Hadath.
Un’indiscrezione in linea con la tesi di chi, tra gli osservatori, ipotizza che la leadership di Mojtaba sia rimasta sostanzialmente fuori gioco, stretta nella morsa della lotta di potere tra le colombe ufficialmente al comando (il presidente Masoud Pezeshkian, il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e il numero uno del Parlamento Mohammad Ghalibaf) e fazioni considerate più intransigenti, legate in particolare all’ala militare.
Dopo che neanche i solenni funerali di Ali Khamenei si sono rivelati l’occasione buona per vedere Mojtaba apparire in pubblico, a nutrire ulteriormente il mistero sul suo conto ci si mettono anche le esternazioni dello stesso ministro Araghchi, che in un’intervista tv ripresa da media arabi ha rivelato di non aver «ancora incontrato» Mojtaba da quando è il nuovo leader, precisando che «solo un numero ristretto di persone» ha avuto modo di riunirsi con lui. Nel frattempo, una pista su sue possibili future mosse è arrivata da Mosca.
L’agenzia Tass, citando una fonte iraniana, ha riportato infatti che il primo contatto internazionale della nuova guida suprema iraniana potrebbe essere una telefonata o un incontro con il presidente russo Vladimir Putin.
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