90 milioni di euro per blindare le spiagge
Un cambio di passo storico per proteggere le spiagge, le infrastrutture e il patrimonio paesaggistico che si affacciano sul Mar Tirreno.
La Regione Lazio e l’Università degli Studi “Roma Tre” uniscono le forze per dichiarare guerra all’erosione costiera, abbandonando una volta per tutte la logica dei “rattoppi” stagionali per inaugurare una vera e propria strategia di sistema.
L’intesa è stata presentata nell’Aula Conferenze del Dipartimento di Ingegneria Civile dell’ateneo romano durante il convegno “Aggiornamento delle analisi di supporto al Piano di Difesa Integrata delle Coste del Lazio”.
Al centro del confronto c’è la nuova cabina di regia formata dai tecnici della Pisana e dai docenti del team di Ingegneria Costiera, incaricati di aggiornare la mappatura scientifica del litorale per individuare dove e come intervenire con assoluta priorità.
La svolta di Ghera: «90 milioni per superare la logica delle emergenze»
I finanziamenti sul piatto sono imponenti: un piano pluriennale da 90 milioni di euro, alimentato dalle risorse europee del PR FESR 2021-27, già approvato dalla Giunta regionale. Molti cantieri sono già operativi lungo la costa, mentre un’ulteriore tranche di opere prenderà il via nel corso del prossimo autunno.
A sottolineare il valore politico e operativo della misura è l’assessore alla Tutela del Demanio e Territorio, Fabrizio Ghera:
«Per la prima volta nella storia di questa Regione non ci limitiamo a inseguire i danni dopo le mareggiate, ma pianifichiamo una difesa strutturale con uno stanziamento da 90 milioni di euro. La vera novità è che, grazie alla collaborazione scientifica con Roma Tre, alla messa in posa delle opere seguirà una costante attività di monitoraggio e manutenzione. È l’unico modo per contrastare l’erosione e gli effetti dei cambiamenti climatici, salvaguardando il turismo e la bellezza del nostro territorio».

Il metodo scientifico: la mappa del rischio divisa per “unità fisiografiche”
La cabina di regia accademica ha già rielaborato la precedente fotografia del litorale per adattarla agli scenari meteo-marini più recenti.
Come spiegato dal professor Giorgio Bellotti, docente di Costruzioni Idrauliche e Marittime a Roma Tre e responsabile scientifico del progetto, lo studio supera i vecchi confini comunali per analizzare la costa nella sua interezza:
Unità fisiografiche: La costa viene suddivisa e gestita in ampi tratti omogenei, valutando come il movimento delle sabbie e delle correnti si ripercuota sull’intero bacino.
Impatto del climate change: Gli esperti stanno calcolando gli scenari di innalzamento dei mari e l’aumento dell’intensità delle mareggiate.
Mappa di vulnerabilità: L’aggiornamento dei dati fornirà alla Regione una vera e propria “griglia di priorità” per stabilire dove sbloccare tempestivamente le risorse finanziarie e i cantieri di ripascimento o barriera.
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