Follia e vandalismo a Potenza, un uomo semina il panico al Parco del Basento
Un uomo a Potenza semina il panico al Parco del Basento: si scaglia contro gli automobilisti di passaggio, inveisce, lancia pietre e rompe vetri. Danneggiate sei auto, una testimone lo riprende, le forze dell’ordine arrivano tardi. Il giorno dopo era di nuovo in zona
POTENZA – Se lo è visto sbucare dal lato destro della strada, mentre con una mano brandiva un oggetto verde e, urlante, si scagliava contro l’auto che stava guidando. Vittoria Bianchino ha mantenuto il sangue freddo ed evitato sia d’investire l’uomo che avantieri mattina ha spaventato automobilisti e passanti in via della Chimica, davanti al Parco Fluviale del Basento, sia di perdere il controllo del veicolo e causare danni a sé e agli altri.
Non si conosce l’identità dell’individuo di origini africane che ha seminato il panico con comportamenti pericolosi e un atteggiamento aggressivo che ha sfogato contro tutto ciò che gli è capitato a tiro. Il suo volto lo si vede qualche attimo: per puro caso Bianchino stava girando un breve video, al volante.
S’intravede per pochi secondi l’uomo che, a torso nudo, inveisce contro di lei e si getta in mezzo alla strada.
E’ lei a raccontare al telefono com’è andata: «Avevo portato le mie bimbe in ludoteca. Ascoltando una canzone che mi piaceva, ho iniziato a girare questo video. Si vedono due motociclisti passare, forse quell’uomo ce l’aveva con loro, non lo so. In ogni caso, tutto una volta lui è sbucato dal nulla. Io sono riuscita a evitarlo, lui si era lanciato sull’auto, è caduto a terra. Preoccupata per lui, ho cominciato a decelerare, mi sono fermata. Lui si è alzato infuriato. Era Satana in persona. Ha dato un calcio al paraurti, si sente la botta e anche una mia espressione diciamo colorita. Sono ripartita. Poi però ho pensato che lì, in ludoteca, c’erano le mie figlie».
Nonostante la paura che incute l’individuo, la signora Vittoria si fa coraggio e torna sul posto: «Faccio il giro. Arrivo e vedo ragazze che piangono. Sulle loro auto, vistosi danni. Una ha il lunotto spaccato. Mi confermano che è stato lui, con una pietra. Infatti dalle tracce che ha lasciato si vede che sanguinava vistosamente. In tutto ha danneggiato sei auto. Una l’ha colpita con un bidone della spazzatura, uno blu preso davanti al sushi: lo ha sbattuto, violentemente, su una macchina celestina. Se avesse colpito qualcuno per strada con la pietra…».
Bianchino chiama le forze dell’ordine: «Arriviamo subito, mi dicono. Ma abbiamo aspettato più di mezz’ora. Nel frattempo ricevo una telefonata da un signore che lavora lì nelle vicinanze e mi dice che i medici del 118 stavano medicando l’uomo. Mi sono tranquillizzata, pensando lo avessero portato via. Invece, a un certo punto, lo vediamo arrivare verso di noi. Ci viene incontro davvero infuriato. “Fuck you”, urla contro di me e l’altra signora. Due signori però riescono a farlo desistere, e allora lui salta verso il supermercato Eurospin nelle vicinanze. Lì, mi hanno poi spiegato, si è nascosto nel gabbiotto della spazzatura, dove lo hanno trovato».
Perché poi le forze dell’ordine sono arrivate (dalla questura spiegano che la polizia è stata chiamata in ausilio e che sono intervenuti i carabinieri). La Polizia locale arriva per i rilievi sui veicoli danneggiati.
Cosa sia accaduto dopo è nel campo delle ipotesi. Pare che l’uomo abbia trascorso la notte in ospedale, sembra che il giorno dopo sia stato convocato dalle forze dell’ordine per le generalità, forse ha dato un nome inventato, nel suo sangue non avrebbero trovato tracce di stupefacenti ma presenza di alcol… Tutto affidato a voci senza alcuna conferma ufficiale.
Senonché, ieri mattina, l’amara sorpresa: «Lo hanno visto di nuovo aggirarsi, sempre negli stessi luoghi, con un bastone», conclude Bianchino al telefono.
Oltre al video, la questione è diventata come si dice “virale” sui social network anche perché ripresa dal consigliere comunale Antonio Vigilante (che commenta con un deciso «Ora basta!») e perché hanno cominciato a girare anche altre foto, come quella del vetro posteriore di un’auto in frantumi.
Da fatto di cronaca – ripetiamo: una persona con evidenti problemi mentali che ha mostrato comportamenti molto pericolosi per l’incolumità dei passanti – l’episodio si è trasformato velocemente in un motivo per inneggiare alla “remigrazione”, al “rimandiamoli” a casa fino a degenerare in chi ha parlato di “spazzatura” e commenti del genere.
Un solo lungo commento, quello di B. L., ha provato a riportare il fiume d’indignazione nell’alveo di ciò che i nudi fatti indicano: «La criminalità, il vandalismo e l’inciviltà non hanno passaporto, colore della pelle o etnia. Hanno a che fare solo con due cose: l’educazione (o la sua totale assenza) e, spesso, il disagio sociale o psichico». E, più in là: «Chi delinque va punito, punto. Che sia nato a Potenza, a Tunisi o a Bucarest. Associare il crimine alla nazionalità è un errore logico prima ancora che umano».
Gli altri commenti non sono stati dello stesso tenore.
Il lungo post di B. L. era in fondo l’elaborazione concettuale di una frase del drammaturgo-filosofo Eduardo De Filippo in Napoli milionaria!: «O mariuolo è mariuolo solamente. Non tiene madre, non tiene padre, non tiene famiglia. Non tiene nazionalità».
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