Lazio

Appia Antica, il nuovo tratto del GRAB accende lo scontro. Polemica sul cordolo tra Campidoglio e Fratelli d’Italia

Quello che per il Campidoglio rappresenta un intervento vitale e non più rinviabile per proteggere la vita di pedoni e ciclisti, per l’opposizione si sta trasformando in un “oltraggio urbanistico” a uno dei musei a cielo aperto più famosi del pianeta.

Il tracciato del Grande Raccordo Anulare delle Bici (GRAB) che attraversa la storica via Appia Antica è diventato il nuovo, infuocato terreno di scontro ideologico e tecnico nella Capitale.

Al centro della contesa c’è un elemento specifico: il cordolo spartitraffico installato per separare la nuova pista ciclabile dalla corsia riservata ai veicoli a motore.

A far saltare il tappo della polemica è stato il vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli.

L’esponente di spicco di Fratelli d’Italia ha attaccato duramente l’opera via social, definendo lo spartitraffico un pugno nell’occhio incompatibile con il vincolo paesaggistico e la storia millenaria della Regina Viarum.

Rampelli ha sollevato forti dubbi sulla regolarità dell’iter amministrativo, domandando pubblicamente se il Comune fosse in possesso di tutti i necessari nulla osta e delle autorizzazioni degli enti di tutela.

La replica del Campidoglio: «Nessun cemento, è travertino di Tivoli»

La risposta della sponda consiliare del Pd non si è fatta attendere. L’assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, è intervenuto per smontare quella che ha bollato come una ricostruzione strumentale e infondata:

«Il cordolo contestato non è affatto un blocco di cemento armato industriale, ma è stato realizzato interamente in travertino di Tivoli, un materiale nobile scelto appositamente per garantire la massima continuità cromatica e storica con il patrimonio monumentale circostante».

Patanè ha poi chiarito la paternità del progetto: l’area in questione appartiene al Demanio dello Stato ed è gestita direttamente dal Parco Archeologico dell’Appia Antica, istituto autonomo del Ministero della Cultura.

Secondo l’assessore, sono stati proprio i tecnici del Parco a indicare quel preciso tracciato e a richiedere una barriera fisica invalicabile per proteggere i frequentatori della ciclovia, evitando che le auto potessero invadere lo spazio protetto o danneggiare ulteriormente il basolato romano.

Una spiegazione che ha trovato la controreplica di Rampelli, secondo cui un’opera di tale portata internazionale avrebbe meritato un concorso di idee globale anziché una soluzione “calata dall’alto”.

Foto Facebook

Il fronte del “No”: viabilità in tilt e addio parcheggi alle Catacombe

Le barricate del centrodestra, tuttavia, vanno oltre il semplice decoro estetico e investono la vita quotidiana del quadrante.

La consigliera capitolina Mariacristina Masi e il vicepresidente romano di FdI Daniele Rinaldi hanno espresso forte preoccupazione per le ricadute sulla viabilità ordinaria.

Il forte restringimento della carreggiata rischia infatti di imbottigliare il traffico locale, penalizzando i residenti e creando situazioni di pericolo nei giorni di massimo afflusso turistico.

Al coro di proteste si sono uniti il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, e la consigliera del Municipio VII Eleonora Talli Giottoli.

I due esponenti politici hanno evidenziato la drastica riduzione dei posti auto in un’area densamente visitata e ricca di snodi nevralgici:

I poli religiosi e culturali: La zona ospita la Basilica di San Sebastiano e i complessi sotterranei delle Catacombe di San Sebastiano e San Callisto.

Il tessuto locale: La presenza di attività commerciali, ristoranti e abitazioni private rischia di essere strozzata dall’assenza di spazi di sosta.

Un problema di sicurezza lungo secoli

Al netto delle opposte tifoserie, l’intervento tocca una ferita aperta da decenni. In quel tratto specifico dell’Appia Antica, infatti, i flussi di auto, biciclette e turisti a piedi si sono sempre mescolati in totale promiscuità a causa della totale assenza di marciapiedi.

I tentativi del passato di trasformare l’Appia in un’isola pedonale integrale non sono mai andati in porto: attualmente, il divieto di transito per i non residenti scatta esclusivamente durante i fine settimana, lasciando la strada esposta al traffico feriale.

Il cordolo della discordia diventa così il simbolo del difficilissimo equilibrio romano: come modernizzare e mettere in sicurezza la mobilità della città senza sfregiare l’eredità degli antichi romani.

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