Fondo automotive, agevolazioni per moto e veicoli commerciali ma auto elettriche a secco
Il governo annuncia il nuovo Dpcm automotive e rimette in moto un fondo da 1,3 miliardi di euro destinato al settore. Ma, ad oggi, la parte dedicata direttamente ai consumatori appare piuttosto limitata. La gran parte delle risorse sarà infatti utilizzata per sostenere le imprese della filiera, attraverso investimenti produttivi, ricerca, innovazione e contratti di sviluppo, mentre gli incentivi per i privati si concentreranno soprattutto su moto, scooter elettrici, quadricicli, veicoli commerciali e noleggio sociale.
L’origine del provvedimento
Il provvedimento, annunciato dal ministro Adolfo Urso, non ripropone dunque un nuovo ecobonus generalizzato per le auto private. Una scelta che rischia di lasciare delusi molti automobilisti che attendevano nuovi aiuti per sostituire vetture vecchie e inquinanti, dopo il rapido esaurimento degli incentivi precedenti. I dettagli (vincoli temporali, soglie Isee e date precise) ancora non si conoscono, perché il Dpcm non è stato ancora pubblicato in Gazzetta ufficiale.
Consumatori a secco
Il decreto interviene soprattutto sul fronte industriale. Una quota rilevante delle risorse sarà destinata alle aziende della componentistica e della produzione automotive.
Per i consumatori, invece, il capitolo più concreto riguarda moto, scooter e quadricicli elettrici o ibridi, per i quali sono stati messi sul tavolo 90 milioni di euro. Le prenotazioni risultano già riaperte dal 18 marzo 2026 attraverso la piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia: sarà il concessionario a effettuare la prenotazione, mentre lo sconto verrà applicato direttamente in fattura.


Veicoli commerciali e noleggio sociale
Sono anche previsti incentivi per i veicoli commerciali N1 e N2 – con un plafond di 180 milioni di euro -, destinati soprattutto a imprese di logistica, consegne e servizi.In questo caso, i contributi senza rottamazione saranno accessibili solo ai mezzi elettrici a batteria o a celle a combustibile. Il requisito per maturare l’agevolazione è quello di mantenere la proprietà del veicolo per almeno 24 mesi.
Nel pacchetto trova spazio anche il noleggio sociale: 50 milioni riservati a soggetti con Isee sotto determinate soglie e accompagnato dalla rottamazione di un vecchio veicolo, oltre agli incentivi per il retrofit a Gpl e metano, cioè la conversione di auto già circolanti. Una misura che permetterebbe di avere un’auto meno inquinante senza doverne per forza acquistare una nuova.
Le reazioni
Il nodo, però, resta proprio quello delle auto private. Ed è qui che si concentrano le critiche delle associazioni dei consumatori e degli operatori del settore.
Secondo Assoutenti, il decreto rischia di privilegiare eccessivamente le imprese rispetto ai cittadini. “L’arrivo di incentivi in favore del trasporto green è senza dubbio positivo, ma non possiamo non evidenziare come solo una piccola fetta delle risorse sarà destinata ai privati, mentre la maggior parte dei fondi andrà alle imprese della filiera”, spiega il presidente Gabriele Melluso.
Melluso sottolinea anche come nel provvedimento “manchino del tutto fondi per il rinnovo del parco auto circolante o per il potenziamento delle colonnine pubbliche di ricarica”.


Per Assoutenti si tratta di una lacuna rilevante, soprattutto considerando che molti automobilisti erano rimasti esclusi dai precedenti ecobonus perché le risorse disponibili si erano esaurite molto presto. “Se da un lato è corretto aiutare le Pmi nella transizione energetica, dall’altro tale operazione non può essere realizzata a danno della platea degli automobilisti”, aggiunge Melluso, ricordando che il trasporto privato continua a rappresentare una delle principali fonti di inquinamento urbano e che l’Italia possiede uno dei parchi auto più vecchi d’Europa.
Critiche analoghe arrivano anche da Federcarrozzieri. Per il presidente Davide Galli, “l’esclusione delle auto private dagli incentivi scontenterà una platea enorme di cittadini, considerato il successo delle ultime edizioni dell’ecobonus per le auto elettriche”. Federcarrozzieri richiama poi i numeri del mercato italiano.
Secondo i dati Unrae relativi al 2025, l’età media delle auto in circolazione ha raggiunto i 13 anni, con l’Italia seconda in Europa solo alla Grecia. Sempre secondo Unrae, quasi l’81% del parco circolante è ancora composto da vetture benzina e diesel, mentre le ibride rappresentano appena l’8,3% e le auto ricaricabili soltanto l’1,8%.
“Vetture più vecchie equivalgono non solo a più emissioni inquinanti, ma anche a minore sicurezza stradale e a maggiori costi di manutenzione”, osserva Galli. Il presidente di Federcarrozzieri punta poi il dito contro i prezzi ancora troppo elevati delle auto elettriche, che “rendono tali vetture inaccessibili a una larga fetta di popolazione”. Per questo, conclude, “gli ecoincentivi rappresentano per molte famiglie l’unica possibilità di rottamare un’auto vecchia e inquinante con una vettura nuova ed ecologica”.
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