Vingegaard domina a Piancavallo, il Giro è suo. Gall e Hindley sul podio, Ciccone re della montagna

PIANCAVALLO – I primi tre della tappa di Piancavallo saranno gli uomini sul podio di Roma, domani, nella passerella finale del Giro. Jonas Vingegaard ha dominato anche l’ultima tappa di montagna, in Friuli: è il suo quinto successo di giornata dopo quelli sul Blockhaus, a Corno alle Scale, Pila e Carì. Tutti gli arrivi in salita tranne quello lasciato al compagno di squadra Kuss ai Piani di Pezzè, nel tappone dolomitico. Secondo, a distanza siderale dal danese (1’15”), è Felix Gall che batte in uno sprint a tre Hindley e Gee. Arensman, grazie a un colossale Bernal, è riuscito a salvare la quarta posizione. Non è invece riuscito il colpo maglia bianca a Davide Piganzoli, respinto da un ottimo Eulalio, bravo ad amministrarsi sulla salita di Piancavallo e piazzare addirittura nel finale uno scatto che ha lasciato lì suo avversario diretto per la classifica dei giovani. Piganzoli chiuderà all’8° posto, davanti a Damiano Caruso, 9°: sono loro i due migliori italiani in classifica. Un altro italiano festeggia: è Giulio Ciccone, re della montagna per la seconda volta in carriera (2019 la prima, è stato anche maglia a pois al Tour nel 2023). All’abruzzese è bastato controllare le mosse di Vingegaard sul gpm di mezzo, il primo passaggio sul traguardo che fu di Marco Pantani nel 1998: 11 punti alla fine la differenza tra i due nella classifica della maglia azzurra. Nel giro finale Vingegaard non ha badato alle necessità di Piganzoli, è partito ai -10 ed è andato a prendersi con una facilità estrema il successo. Vingegaard diventerà domani l’ottavo corridore a centrare la tripletta Giro-Tour-Vuelta in carriera: lo farà con un enorme vantaggio su Gall (5’22”). Non c’è mai stata corsa sin dalla Bulgaria.
“Ho avuto buone risposte in ottica Tour”
Raggiante Jonas Vingegaard: “Volevo godermi gli ultimi km per assaporare meglio la vittoria. Bello aver rallentato nell’ultimo km per godermi il pubblico. Avere la maglia rosa a Roma sarà davvero speciale. La squadra ha lavorato benissimo nelle tre settimane, questa maglia onora anche il Friuli, sconvolto 50 anni fa dal terremoto. Il Giro è imprevedibile, duro, possono succedere tantissime cose. Siamo stati bravi a controllare tutto, ed è anche per questo che ho vinto 5 tappe. Le salite italiane sono diverse da quelle francesi, ma ho avuto delle buone risposte. Mi sono sentito fortissimo soprattutto oggi”.
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