Il Mediterraneo Radio Festival celebra Stravinsky
Ama la contaminazione il maestro Filippo Arlia, direttore artistico del Mediterraneo Radio Festival, giunto alla settima edizione per unire la musica e la cultura del Mediterraneo, promuovendo generi musicali diversi tra l’antico borgo di Nocera Terinese affacciato sul Tirreno e Catanzaro, un pezzetto di quell’atlante variegato e ricco di storia e tradizioni culturali che è la Calabria.
Il Festival, che, secondo la cifra che si è dato sin dall’inizio, combina diversi generi musicali, musica classica, jazz e musica popolare, in un affascinante incrocio di tradizioni, stili ed epoche, è organizzato dal Conservatorio Statale di Musica “P. I. Tchaikovsky” di Nocera Terinese, con la direzione artistica di Filippo Arlia, la direzione di produzione di Raffaele Cacciola e la media partnership di Rai Radio 3.
Un’edizione, questa del 2026, di respiro internazionale, con sei spettacoli in cartellone e la partecipazione di artisti di altissimo profilo.
La kermesse musicale, iniziata il 10 marzo scorso all’Auditorium “Saverio Arlia”, sarà conclusa da due importanti appuntamenti a Nocera Terinese: domani l’ «Histoire du soldat» di Igor Stravinsky sarà eseguita dall’Orchestra Filarmonica della Calabria, diretta da Vincenzo Mariozzi, e la voce recitante sarà quella di Rocco Papaleo, ospite speciale di quest’anno. E il 17 giugno, a unire tutti, musicisti e pubblico, in nome dell’anima del tango audace e felice (non solo «un pensiero triste che si balla», secondo la notissima definizione di Enrique Santos Discépolo) sarà una «Noche de Tango», diretta dal maestro Arlia con l’intramontabile Astor Piazzolla con il «Concierto de nacar, Tres Tangos, Contemplation y danza»: al bandoneon, Cesare Chiacchiaretta, al violino Loris Douyez, alla chitarra elettrica Marco Acquarelli, al clarinetto Fabrizio Meloni, al fagotto Gabriele Screpis, al pianoforte Nico Fuscaldo, e ospiti speciali i Cameristi del Teatro alla Scala.
Il Mediterraneo Radio Festival, sotto l’attenta direzione di Arlia, si conferma così un vero e proprio laboratorio culturale capace di coniugare rigore musicologico e vocazione divulgativa, valorizzare l’eccellenza musicale, promuovere il ruolo formativo del Conservatorio e rafforzare il legame tra territorio, produzione artistica e grandi media nazionali.
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