Emilia Romagna

a che punto è il dibattito

Il recente episodio di Trapani, dove uno studente di 11 anni ha tentato di accoltellare il suo insegnante e lo ha fatto riprendendosi con il telefono, e i risultati dell’operazione che la polizia ha condotto in tutta Italia contro lo spaccio e la criminalità giovanile hanno riacceso anche a Bologna il dibattito sull’opportunità di introdurre i metal detector nelle scuole per prevenire episodi di violenza in classe. E succede, come spesso accade, attraverso i botta e risposta tra le opposizioni e il Comune, con quest’ultimo che ha detto di voler iniziare una campagna di sensibilizzazione nazionale proprio sull’argomento.

“Un simposio tra ragazzi nelle classi”

Il progetto, che sarà presentato  dal sindaco Matteo Lepore durante il Forum italiano sulla sicurezza urbana a Milano il prossimo 30 giugno, consisterebbe nell'”organizzare incontri informali tra i ragazzi”, ha spiegato l’assessore bolognese alla Scuola, Daniele Ara. La modalità sarebbe quella di coinvolgere “non tanto gli esperti, che sono utili” ma “soprattutto gli adulti per capire il problema”. Il piano, ha aggiunto Ara, è svolgere gli incontri “in classe, soprattutto nelle scuole medie: tre o quattro classi alla volta e fare una sorta di simposio insieme a loro, dove tiriamo fuori le loro paure, le loro preoccupazioni e il loro punto di vista”.

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La morte di Fallou Sall e l’allarme: cosa dicono i dati

In città il tema dell’uso dei coltelli da parte dei ragazzi si è intrecciato spesso con i fatti di cronaca più gravi, come la morte di Fallou Sall, il ragazzo di 17 anni ucciso da un 16enne durante una rissa scoppiata in via Piave nel settembre del 2024. Di frequente le forze dell’ordine segnalano episodi di violenza che hanno per protagonisti giovani, anche minorenni, armati di coltelli.

Nonostante i dati del Ministero dell’Interno mostrano che in Italia il numero di minori segnalati dalle forze dell’ordine è pressoché stabile dal 2011, secondo un rapporto di Save The Children Bologna rimane tra le città italiane con il numero più lato di minorenni denunciati o arrestati per rapina, lesioni personali e risse.

Metal detector fra gli studenti: siamo entrati nelle scuole per capire che aria tira

FdI torna alla carica con i metal detector

In polemica con Ara, Fratelli d’Italia torna invece a caldeggiare l’installazione di metal detector a scuola. A questo argomento BolognaToday aveva anche dedicato un sondaggio tra i suoi lettori, condotto dall’Istituto nazionale di ricerche Demopolis su oltre mille cittadini maggiorenni, e di cui solo il 42% si è detto d’accordo.

È stato il consigliere comunale Gabriele Giordani a riaprire l’argomento: “Fondamentali il dialogo e l’ascolto, ma serve, a fianco e in accompagnamento, anche la deterrenza”, ha detto il meloniano. “Pertanto – ha concluso Giordani – riteniamo che la possibilità di utilizzo dei metal detector nelle scuole, unitamente ai controlli più frequenti da parte delle forze dell’ordine agli ingressi degli istituti, potrebbe sicuramente avere questa funzione”.

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