Dai mozziconi ai “puff”: Europa alle prese con i rifiuti da sigarette elettroniche

Spagna: il dibattito si sposta sul divieto
Anche la Spagna si sta muovendo verso restrizioni più severe sulle sigarette elettroniche usa e getta, soprattutto per motivi ambientali. Il governo di Pedro Sánchez sta lavorando a una riforma della normativa sul tabacco che prevede, tra le altre misure, il possibile divieto dei dispositivi monouso.
Secondo l’esecutivo spagnolo, questi prodotti generano un forte impatto ambientale perché combinano componenti elettroniche, batterie e sostanze tossiche con possibilità limitate di riciclo. Il tema è ormai entrato nel dibattito politico nazionale come parte delle strategie contro i rifiuti elettronici e il vaping giovanile. La proposta ha però aperto uno scontro istituzionale. La Commissione spagnola dei mercati e della concorrenza ha contestato alcuni aspetti della riforma, sostenendo che il governo dovrebbe valutare alternative meno restrittive rispetto al divieto totale delle e-cig usa e getta. Anche in Spagna emerge quindi la tensione tra tre esigenze diverse: tutela ambientale, salute pubblica e regolazione di un mercato in rapida crescita.
Lituania: responsabilità dei produttori
La Lituania affronta invece il fenomeno attraverso il sistema ordinario di gestione dei rifiuti elettronici. Le e-cigarette, comprese batterie e cartucce, devono essere raccolte tramite i circuiti ufficiali per rifiuti elettronici e accumulatori. Anche qui vale il principio europeo della responsabilità estesa del produttore: le aziende devono finanziare la raccolta e il riciclo dei dispositivi immessi sul mercato. La normativa prevede sanzioni amministrative per chi abbandona questi rifiuti nell’ambiente o li smaltisce in modo improprio. Le multe possono colpire sia privati sia imprese, in base alla gravità del danno ambientale.
Italia: nessun divieto, ma cresce l’allarme sui RAEE
In Italia non esiste al momento un divieto nazionale delle sigarette elettroniche usa e getta, ma il tema dello smaltimento sta attirando crescente attenzione da parte del settore dei rifiuti elettronici e delle associazioni di categoria.
Le e-cig disposable vengono considerate a tutti gli effetti RAEE — rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche — perché contengono batterie, circuiti e componenti elettroniche. La normativa italiana deriva dal decreto legislativo 49/2014, che recepisce la direttiva europea sui RAEE.
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