Toscana

appello a Ceccarelli, Donati, Menchetti e Marinelli


Sono undici aretini i promotori di una petizione online sulla piattaforma Change.org per chiedere l’unità di intenti ai candidati sindaci che vorrebbero “voltare pagina” rispetto al governo della città di Arezzo. L’appello specifico è rivolto a Vincenzo Ceccarelli, che al ballottaggio sfiderà il candidato di centro destra Marcello Comanducci, a Marco Donati della coalizione civica che è arrivato terzo con oltre il 20% dei consensi, Serena Marinelli e Michele Menchetti.

I primi firmatari sono Giuseppe Caroti, Federica Ettori, Luigi Triggiano, Mila Arbia, Michele Casini, Chiara Signorini , Marco Rondoni, Gaia Brilli, Bruna Cantaluppi, Guglielmo Galliano Ridolfo, Marco Bonci. Dopo poco più di 20 ore dal lancio della petizione le firme raccolte sono 250.

Il contenuto della petizione

I promotori dell’appello hanno scritto una lettera pubblica per spiegare le motivazioni che li hanno spinti a mettere in atto questa azione politica.

“Il primo turno di queste elezioni ha consegnato un messaggio chiaro: la maggioranza degli aretini vuole voltare pagina. Oltre il 54% degli elettori ha scelto candidate e candidati alternativi all’attuale amministrazione. Un segnale che abbiamo visto anche nelle ultime elezioni regionali e nei referendum: Arezzo non è una città rassegnata, ma una città che chiede cambiamento. Eppure oggi rischiamo che una minoranza continui a governare questa città. Una città che, senza timore di smentita, in questi anni è stata governata male. Una città spesso abbandonata a sé stessa, dove si è fatta la guerra agli ultimi, ai più fragili, ai più poveri. Una città in cui troppe persone sono state lasciate indietro, in cui servizi fondamentali sono stati progressivamente smantellati, in cui si è portata avanti un’idea di cultura fatta di pochi grandi eventi mentre tante realtà associative, culturali e giovanili venivano lasciate sole. Una città dove milioni di euro sono stati spesi in opere inutili, inconcludenti o incompiute. Noi vogliamo dare ad Arezzo una nuova speranza. Vogliamo una città che smetta di avere paura: paura del futuro, paura per i propri cari, paura dell’altro. Vogliamo una città aperta, inclusiva, sicura perché viva e vissuta, dove gli spazi pubblici siano accessibili e fruibili da tutte e tutti, a ogni ora del giorno. Una città che aiuti chi è in difficoltà invece di lasciarlo solo. Vogliamo una città che investa davvero sul futuro, rilanciando il proprio tessuto economico e creando opportunità di lavoro dignitose, sicurezza sociale e prospettive per chi la vive, soprattutto per le giovani generazioni. Vogliamo una città più verde, più pulita, più sostenibile. Una città in cui ambiente e salute non siano slogan di facciata ma priorità concrete. Per tutto questo il voto del 7 e 8 giugno sarà decisivo. Oggi il rischio reale è che chi governa Arezzo da undici anni, con risultati sotto gli occhi di tutti, possa continuare a farlo ancora per molto tempo. Noi crediamo che Arezzo non meriti oltre vent’anni di una destra becera, divisiva, inaffidabile e dannosa. Per questo ci rivolgiamo a voi — Marco, Michele, Serena e Vincenzo — perché avete scelto di mettervi in gioco per costruire un’alternativa e chiedere il consenso degli aretini per cambiare questa città. Vi chiediamo un atto di coraggio e di responsabilità. Vi chiediamo di lanciare il cuore oltre l’ostacolo e di unirvi, nelle forme e nei modi che riterrete più giusti, per dare finalmente ad Arezzo la possibilità di voltare pagina e iniziare insieme a costruire il cambiamento.”

 


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