Dallo studente passivo all’apprendimento “orizzontale”: la rivoluzione della partecipazione in classe secondo Dacia Maraini

La scuola italiana sta attraversando una fase di trasformazione profonda, che non riguarda solo i programmi o le tecnologie, quanto piuttosto le dinamiche relazionali all’interno delle aule tra docenti e alunni.
Dacia Maraini, intervistata da Orizzonte Scuola nella rubrica “I protagonisti”, ha condiviso il proprio pensiero su questa evoluzione in atto.
L’evoluzione del ruolo del docente
Secondo la scrittrice, pur restando la scuola il luogo deputato alla costruzione del futuro, le modalità di insegnamento sono ormai profondamente cambiate rispetto al passato. Un tempo, infatti, la figura dell’insegnante deteneva un sapere da trasmettere verticalmente agli alunni, secondo un modello di apprendimento passivo. Oggi, questa impostazione sembra non rispondere più alle esigenze delle nuove generazioni.
Maraini ha spiegato di constatare un cambiamento evidente frequentando assiduamente gli istituti scolastici. Ha infatti affermato: “Una volta c’era appunto l’insegnante che aveva in mano degli strumenti, aveva in mano un sapere che dava ai suoi studenti”.
Gli studenti contemporanei, ha spiegato la scrittrice, manifestano oggi un forte bisogno di essere coinvolti attivamente nel proprio percorso formativo. Desiderano instaurare una relazione diversa con il docente, “chiedono una parità”, ha sottolineato, “chiedono una partecipazione attiva”.
La richiesta dei giovani è quella di essere parte integrante del processo di conoscenza. In questo nuovo scenario, l’insegnante, pur dovendo “essere rispettato per quello che sa”, è chiamato a instaurare “non soltanto un rapporto verticale”, bensì “un rapporto orizzontale”. Il docente lavora fianco a fianco con gli studenti, “confrontandosi e costruendo insieme la capacità di conoscenza”.
Creatività e protagonismo nella ricerca
Un elemento chiave di questo nuovo paradigma educativo è la creatività, un valore in cui le nuove generazioni, secondo Maraini, credono profondamente, non solo in campo artistico, ma anche nella ricerca scientifica.
Risulta quindi fondamentale agire affinché gli allievi “si sentano protagonisti della ricerca”, indipendentemente dall’ambito di studio. L’aspetto cruciale è che gli studenti “sappiano che sono parte in causa di un processo creativo”, diventando così costruttori attivi del proprio sapere.
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