Puglia

Bari, ecco i cassonetti schermati per i locali

Nell’ambito del percorso di miglioramento della qualità della raccolta differenziata e della tutela dell’igiene pubblica, è stata firmata l’ordinanza sindacale che disciplina la collocazione e la schermatura dei contenitori per i rifiuti delle utenze non domestiche. Il provvedimento, come annunciato, nasce dall’esigenza di affrontare efficacemente alcune criticità registrate specie nelle zone della città in cui è presente una forte concentrazione di attività di ristorazione che, a causa della ridotta disponibilità di spazi interni, collocano stabilmente all’esterno i contenitori/carrellati destinati alla raccolta differenziata.

La presenza diffusa dei contenitori su suolo pubblico, spesso privi di adeguate protezioni visive, ha determinato nel tempo problemi di decoro urbano, utilizzo improprio dei bidoni, conferimenti indiscriminati di rifiuti e fenomeni di abbandono che incidono negativamente sia sulla qualità del sistema di raccolta differenziata sia sull’immagine stessa della città.

“L’obiettivo di questo provvedimento, che si aggiunge alla recente ordinanza che riordina e aggiorna le disposizioni in materia di raccolta differenziata, è quello di coniugare le esigenze operative delle attività economiche con la tutela del decoro urbano, della sicurezza e della qualità ambientale della città – spiega l’assessora al Clima, Transizione ecologica e Ambiente Elda Perlino -. Dobbiamo continuare a lavorare per migliorare gli attuali standard in materia di raccolta differenziata e, allo stesso tempo, garantire spazi pubblici ordinati, puliti e dignitosi in tutta la città, con particolare attenzione alle aree a maggiore vocazione commerciale e turistica, soggette a una maggiore pressione, specie nei mesi estivi. Nelle prossime settimane avvieremo una fase di monitoraggio e confronto con le associazioni di categoria e gli operatori economici, al fine di verificare l’efficacia delle nuove disposizioni e raccogliere eventuali osservazioni utili al perfezionamento della disciplina”.

L’ordinanza, adottata ai sensi degli articoli 50 e 54 del Testo Unico degli Enti Locali e nel rispetto della normativa ambientale nazionale e dei regolamenti comunali vigenti, introduce regole precise per la gestione dei contenitori destinati alle attività economiche cittadine.

Nel provvedimento viene ribadito l’obbligo generale, per tutte le utenze non domestiche (UND) servite dal porta a porta, di custodire i contenitori all’interno delle pertinenze private dell’attività.

Solo in casi eccezionali, per le attività con superficie interna inferiore a 110 metri quadrati, sarà consentita la collocazione dei carrellati – in plastica rigida con ruote e coperchio, di capacità minima pari a 120 litri e massima 360 per ciascuna frazione – su area pubblica in prossimità dell’esercizio, esclusivamente nel rispetto di specifiche condizioni finalizzate a garantire sicurezza, accessibilità e tutela del paesaggio urbano.

In particolare:

· i contenitori dovranno essere posizionati senza intralciare il transito pedonale e delle persone con disabilità;

· sarà vietata la collocazione in prossimità di monumenti, beni vincolati, fermate del trasporto pubblico, attraversamenti pedonali, passi carrabili e accessi ad abitazioni o altre attività;

· i carrellati dovranno essere obbligatoriamente schermati attraverso apposite strutture uniformi per materiali, colori e caratteristiche estetiche.

D’accordo con la Soprintendenza, le strutture di mascheramento dovranno avere colore bianco, essere realizzate in legno o ferro rivestito con doghe in legno (separate da uno spazio massimo di 5 centimetri) e rispettare precisi criteri tecnici che garantiscano decoro, funzionalità e facilità di pulizia e movimentazione.

Sarà inoltre vietata qualsiasi forma di pubblicità come pure l’applicazione di adesivi sulle schermature, mentre sarà consentita l’indicazione identificativa dell’esercizio in formato ridotto e con caratteristiche cromatiche uniformi.

Per accedere alla possibilità di utilizzo dello spazio pubblico, gli esercenti dovranno presentare un’istanza semplificata al Municipio competente, corredata da asseverazione tecnica e planimetria. L’autorizzazione sarà confermata dalla ricevuta di accettazione della PEC, fermo restando il potere dell’amministrazione comunale di effettuare controlli successivi e revocare il titolo in caso di violazioni o esigenze di sicurezza pubblica.

L’ordinanza prevede anche specifici obblighi di pulizia quotidiana dell’area occupata e delle relative pertinenze, fino a una distanza minima di due metri.

Il provvedimento introduce un sistema sanzionatorio che prevede multe da 25 a 500 euro per le violazioni accertate. In caso di due violazioni nell’arco di un anno, sarà inoltre disposta la revoca del titolo autorizzatorio.

L’ordinanza, a carattere sperimentale, resterà in vigore fino al 1° novembre 2026, salvo eventuali proroghe.




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