Arrivano i ristori per le imprese agricole colpite gravemente dal maltempo. L’annuncio di Coldiretti
Oristano
In Sardegna una stima dei danni per maltempo che supera i 53 milioni di euro
Produzioni di carciofi e vigne quasi dimezzate, ortive finite sott’acqua dopo continui allagamenti, quintali di agrumi persi e rimasti a terra, serre scoperchiate dal vento e impianti fotovoltaici aziendali distrutti con danni per decine di migliaia di euro. E ancora, semine rallentate o arrivate in forte ritardo, con il rischio concreto di compromettere maturazioni, qualità e presenza di molti prodotti nei mercati e sulle tavole dei cittadini. A pochi mesi di distanza dagli effetti lasciati nelle campagne sarde dalle violente ondate di maltempo che, dal ciclone “Harry” in poi, hanno colpito duramente centinaia di aziende agricole e zootecniche dell’Isola, arrivano le prime importanti risposte, con i decreti ministeriali sui ristori.
Una risposta immediata costruita attraverso il lavoro sinergico tra agricoltori, allevatori, Coldiretti e istituzioni.
“Quello arrivato da Roma è un primo risultato importante che dimostra che, quando le istituzioni dialogano con il territorio e quando le imprese vengono ascoltate, si possano accorciare tempi che solitamente sono molto più lunghi – sottolineano il presidente e il direttore di Coldiretti Sardegna, Battista Cualbu e Luca Saba – dal primo giorno siamo stati accanto alle aziende agricole colpite, portando avanti un pressing continuo nei confronti della Regione e del Ministero affinché si arrivasse rapidamente al riconoscimento dello stato di eccezionalità e ai ristori”.
Dalla grande mobilitazione del 18 marzo a Cagliari fino alla firma dei decreti del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. In poco più di due mesi le campagne sarde colpite dal ciclone e dagli eventi calamitosi incassano le prime risposte concrete con il riconoscimento del carattere di eccezionalità degli eventi atmosferici e l’attivazione del Fondo di solidarietà nazionale da 111,2 milioni di euro destinato alle tre regioni interessate, Sardegna, Calabria e Sicilia.
Una svolta attesa dalle migliaia di aziende agricole e zootecniche e che per Coldiretti Sardegna rappresenta il primo risultato di un lungo lavoro portato avanti senza sosta sia a livello regionale che nazionale, come accaduto nel confronto con l’assessore regionale Francesco Agus e il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida stesso, più volte sollecitato nel corso degli incontri istituzionali insieme ai vertici nazionali dell’organizzazione. Su tutti l’assemblea dell’8 maggio alla Fiera di Cagliari, occasione nella quale il ministro aveva già dato importanti risposte su dermatite bovina e Pratiche locali tradizionali e durante la quale era stata ulteriormente rafforzata la richiesta di accelerare sui ristori per le aziende agricole colpite dagli eventi calamitosi.
Tra i settori maggiormente colpiti figurano cerealicolo, foraggere, frumento, orticole, orticole in serra, frutteti, oliveti, vigneti, prati e pascoli, con pesanti ripercussioni anche per il comparto zootecnico e apistico. Le segnalazioni raccolte hanno riguardato oltre 1.350 imprese agricole distribuite in 181 comuni della Sardegna, con una stima dei danni superiore ai 53 milioni di euro, di cui quasi 1 milione legato alle strutture aziendali. Le situazioni più pesanti sono state registrate nel Sud Sardegna, dove i danni hanno superato i 36 milioni di euro, ma criticità importanti sono state rilevate anche nell’Oristanese, nel Nuorese e nel Nord Sardegna. Alle perdite produttive si aggiungono quelle sul patrimonio zootecnico, sulle scorte aziendali e nel comparto apistico, con centinaia di migliaia di euro di danni stimati.
“Le campagne sarde hanno vissuto settimane drammatiche con produzioni distrutte, danni alle strutture e pesanti ripercussioni sul comparto zootecnico – aggiungono Saba e Cualbu – dietro questi numeri ci sono aziende che hanno perso reddito ma anche produzioni fondamentali per garantire cibo nei mercati e sulle tavole dei cittadini. Oggi arriva una risposta concreta che rappresenta un passaggio fondamentale – concludono presidente e direttore – auspichiamo che adesso si facciano subito i passaggi successivi e per questo continueremo a vigilare affinché le risorse arrivino rapidamente alle imprese e nessuna azienda venga lasciata sola e senza le risorse che meritano”.
Fin dalle prime ore successive all’emergenza Coldiretti Sardegna aveva acceso i riflettori sulla gravità della situazione nelle campagne isolane, chiedendo interventi immediati e ristori adeguati per le imprese agricole colpite dal maltempo. Punto centrale del percorso è stata la grande mobilitazione del 18 marzo a Cagliari, quando migliaia di agricoltori erano scesi in piazza chiedendo tempi rapidi per il riconoscimento dello stato di eccezionalità e per lo sblocco degli aiuti alle aziende.
A stretto giro erano poi arrivate le prime risposte della Regione Sardegna, che aveva approvato la richiesta di stato di eccezionalità atmosferica e avviato le procedure per consentire alle aziende agricole di trasmettere le segnalazioni dei danni attraverso portali e piattaforme dedicate. Parallelamente Coldiretti aveva continuato il pressing nei territori più colpiti, dal Cagliaritano al Medio Campidano, dall’Oristanese fino al Nuorese e al Nord Sardegna, denunciando pubblicamente, in più occasioni, le gravissime perdite subite dalle imprese agricole.

La mappa elaborata da Coldiretti
Venerdì, 29 maggio 2026
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