Successo per l’anteprima nazionale del docufilm su Valter Scavolini. Agostini: «Esempio virtuoso che lascia un segno autentico»
CINEMA – Grande partecipazione per la presentazione romana del film dedicato a Scavolini, con grandissimi ospiti presenti. «Vedere la mia storia raccontata da mio nipote è qualcosa che mi emoziona profondamente. Un racconto di famiglia, di valori e di memoria», ha ammesso il protagonista. La presentazione a Pesaro il prossimo 18 giugno.

Nella foto Andrea Agostini, Walter Scavolini, Lorella Cuccarini, Andrea Biancani, Mattia Zanca e Francesco Badei
Grande successo al cinema Adriano di Roma per l’anteprima nazionale del nuovo docufilm Valter Scavolini – La vita come grande impresa, diretto da Mattia Zanca, prodotto da 7Verticale, sceneggiatura di Luca Masia e Mattia Zanca. Una serata ricca di emozioni, condotta da Antonio James Mascoli, che ha visto la presenza di Valter Scavolini, del regista, della produzione e di numerosi ospiti provenienti dal mondo delle istituzioni, dell’impresa e dello spettacolo, tra cui Lorella Cuccarini, Andrea Biancani sindaco di Pesaro, Andrea Agostini, presidente della Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission, Carlo Ciccioli Europarlamentare, Augusto Curti, Mirco Carloni. Dalle Marche presenti anche i Consiglieri regionali Nicola Baiocchi e Mirella Battistoni e il Segretario Generale della Camera di Commercio delle Marche Deborah Giraldi.
Un viaggio intenso e profondamente umano nella storia di una delle personalità più amate e rappresentative del Made in Italy. Il film-documentario “Valter Scavolini – La vita come grande impresa”, ripercorre il cammino personale e imprenditoriale del Presidente Scavolini, intrecciando memoria familiare, lavoro, territorio e visione industriale.
«Vedere la mia storia raccontata da mio nipote è qualcosa che mi emoziona profondamente. – ha detto Valter Scavolini – Quando Mattia mi ha parlato di questo progetto ho capito subito che non sarebbe stato soltanto un film sulla mia vita e sul mio percorso imprenditoriale, ma un racconto di famiglia, di valori e di memoria. Mi ha colpito la sensibilità con cui ha raccontato ciò che ho vissuto. Nella mia vita ho sempre creduto che, con passione, impegno e determinazione, anche i sogni più grandi possano diventare realtà. Sapere che questo messaggio possa arrivare alle nuove generazioni, attraverso lo sguardo di mio nipote, è per me il regalo più bello».
Il docufilm nasce da un’idea di Mattia Zanca, nipote di Valter Scavolini, e da un gesto generazionale: il desiderio di conoscere davvero la storia del proprio nonno. Dopo la lettura della biografia Valter Scavolini. La vita come grande impresa, scritta da Luca Masia, Mattia avvia un percorso personale e creativo che lo porta a trasformare quella scoperta in cinema.
Dall’intimità della domanda “Nonno, raccontami la tua storia” si sviluppa un racconto che non parla solo di Valter Scavolini, ma anche del rapporto tra memoria e identità, del dialogo tra generazioni e di quella Italia del dopoguerra in cui uomini partiti spesso da realtà agricole e artigianali contribuirono alla costruzione dell’imprenditoria italiana contemporanea.
«Mio nonno è per me un esempio di visione, determinazione e umanità: un uomo capace di costruire un’impresa senza mai perdere il legame con le persone e con i propri valori. – ha spiegato Mattia Zanca – Durante le riprese ho cercato di restituire, con sincerità e sensibilità, il ritratto dell’uomo oltre l’imprenditore, realizzando un omaggio nato da grande stima e affetto. È stato un viaggio intenso anche sul piano personale, reso possibile grazie al sostegno della mia famiglia e dei miei zii, che hanno creduto fin dall’inizio in questo progetto, accompagnandomi in ogni fase del percorso. Senza il loro supporto, questo film non avrebbe avuto la stessa forza e lo stesso significato».
Prima ancora della scrittura cinematografica, il progetto prende forma attraverso un lungo lavoro di ricerca archivistica: fotografie, pellicole, documenti e video d’epoca provenienti da archivi aziendali e raccolte private sono diventati parte integrante della struttura narrativa del film, restituendo il ritratto di un imprenditore visionario che ha attraversato decenni di storia economica e culturale del Paese, contribuendo a definirne l’identità industriale. Un uomo capace di coniugare impresa e attenzione alle persone, innovazione e radici, successo e umiltà.
L’esposizione ripercorre gli anni della giovinezza di Valter: tra lavoro nei campi, dedizione e spirito di sacrificio affiorano già i tratti distintivi della visione che avrebbe guidato la crescita di Scavolini. Tra le scelte decisive spicca l’intuizione di affidare nel 1984 a Raffaella Carrà il ruolo di testimonial: una svolta che trasformò il marchio in un’icona dello stile italiano e nella celebre “cucina più amata dagli italiani”. Dal 1987 al 2004 il volto di Scavolini diventa quello della giovane e brillante Lorella Cuccarini, chiamata a interpretare una nuova fase dell’identità del brand.
«Nel docufilm, Mattia Zanca restituisce con grande sensibilità, attraverso uno sguardo limpido e immediato, la grandezza di Valter Scavolini: un uomo straordinario, capace di costruire un impero, unendo impresa e storia familiare, guidato da un profondo senso di umanità e da una rara umiltà», ha detto Lorella Cuccarini.
Nell’opera trovano spazio anche le collaborazioni pubblicitarie che hanno accompagnato l’evoluzione del marchio, da Carlo Cracco all’attuale testimonial Laura Pausini, oltre alle immagini della serata celebrativa per i 50 anni dell’azienda, condotta da Francesco Facchinetti e alle testimonianze di Renzo Rosso, fondatore di Diesel e Sergio Scariolo, cresciuto nella realtà Scavolini Basket prima della carriera internazionale. Viene messo in evidenza il legame profondo con il territorio e con il mondo dello sport, nato dal desiderio di restituire alla comunità quanto costruito negli anni. Prima la pallacanestro maschile, poi la pallavolo femminile: la sponsorizzazione sportiva diventa così non soltanto uno strumento di comunicazione, ma un gesto di appartenenza e riconoscenza verso le proprie radici.
Fondamentale anche il ruolo produttivo di 7Verticale, che ha creduto nell’originalità del progetto e nella visione del giovane autore, sostenendolo nella realizzazione di un’opera autonoma e credibile, lontana dalle logiche celebrative o corporate. «Abbiamo voluto realizzare un’opera che non fosse semplicemente il racconto di un grande imprenditore, ma la storia di un uomo capace di trasformare valori come famiglia, lavoro, territorio e visione in un’eredità collettiva. – Hanno aggiunto i produttori Giovanni Altieri e Costantino Margiotta – Valter Scavolini – La vita come grande impresa è un progetto che mette insieme memoria, cultura industriale e linguaggio cinematografico, restituendo al pubblico una storia profondamente italiana ma dal respiro universale».
Il docufilm è stato realizzato con il sostegno di Bcc Banca di Pesaro e con il patrocinio del Comune di Pesaro e della Regione Marche, Fondazione Marche Cultura, Marche Film Commission. «L’opera è la dimostrazione di come il cinema possa valorizzare la nostra identità più autentica e restituire, con sensibilità e profondità, il senso delle grandi storie italiane. – ha dichiarato Andrea Agostini Presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – Raccontare Valter Scavolini significa narrare una pagina importante della nostra storia industriale e offrire alle nuove generazioni un esempio concreto di visione, determinazione e responsabilità. Mattia Zanca firma un lavoro capace di restituire oltre al profilo di un grande imprenditore il valore umano e familiare di un percorso che appartiene alla storia delle Marche e del Made in Italy. Questo docufilm è un esempio virtuoso di come il racconto audiovisivo possa unire qualità, memoria e territorio, lasciando un segno autentico.”
La presenza nel cast del giovane Francesco Badei, undicenne pesarese alla sua prima esperienza cinematografica, introduce una dimensione narrativa più emotiva e simbolica, con una figura sospesa tra memoria e contemporaneità: può essere Valter da giovane, il nipote che immagina il nonno o, più universalmente, una nuova generazione che cerca di comprendere quella precedente.
La fotografia curata da Marco Ferri accompagna lo spettatore tra memoria privata e storia collettiva, mentre le musiche originali di Paolo Lucchesini amplificano l’aspetto emozionale del racconto. Il docufilm sarà presentato il 13 giugno alle ore 18 al Teatro Sperimentale di Pesaro, all’interno della 62° Mostra Internazionale del Nuovo Cinema – Pesaro Film Festival.
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