Addio all’avvocato cassazionista genovese Waldemaro Flick, aveva 77 anni

Genova. È morto all’età di 77 anni Waldemaro Flick, avvocato genovese e giornalista pubblicista. Era fratello del noto giurista Giovanni Maria Flick, ex ministro ed ex presidente della Corte costituzionale. Da quanto si apprende era malato da tempo.
Avvocato cassazionista, libero professionista in diritto civile e commerciale e revisore contabile, è stato amministratore e sindaco di varie società commerciali, ma viene ricordato anche per la passione per la montagna.
Tra i vari incarichi è stato componente del comitato scientifico della Fondazione Courmayeur Mont Blanc e presidente vicario operativo della Fiera di Genova.
Il funerale sarà giovedì alle 10.00 nella chiesa di Sant’Antonio di Boccadasse.
“Apprendiamo con dispiacere la notizia della recente scomparsa dell’avvocato e collega Flick, un uomo dalla grande professionalità che si è sempre distinto in tutto ciò che ha fatto per una grande capacità di dialogo, figure come la sua sono state d’ispirazione per un’intera generazione di avvocati. Ci stringiamo intorno alla famiglia ed esprimiamo le nostre condoglianze”, hanno commentato così il capogruppo di Vince Liguria Matteo Campora e il consigliere regionale Federico Bogliolo.
A dedicargli un pensiero è anche il vicesindaco di Genova Alessandro Terrile: “Ci sono persone che se le incontri ti cambiano la vita.
Questo è stato per me Waldemaro Flick, quando il 1° settembre 2003 fresco di laurea ho varcato la porta del suo studio per iniziare la pratica da avvocato. Waldemaro è stato un maestro, un collega, un amico. Da lui ho imparato l’amore per la professione forense, lo scrupolo quasi paranoico nella correttezza tra colleghi, il rispetto per i giudici, l’attenzione per i clienti, e anche qualche ossessione come il bloc notes sul comodino per appuntarsi qualche idea notturna. Da Waldemaro ho imparato anche l’impegno civile per le battaglie che meritano di essere combattute semplicemente perché sono battaglie giuste, l’attenzione per i più fragili (ricordo il suo imperativo: le pratiche di gratuito patrocinio vanno seguite con ancora più diligenza), l’idea che facendo bene l’avvocato si può contribuire a cambiare il mondo. Allo stesso modo, mi ha sempre incoraggiato a fare politica, anche quando sottraevo tempo al lavoro di studio, trasmettendomi quella passione per il servizio alle Istituzioni che aveva esercitato per anni da amministratore di società pubbliche. Waldemaro è stato per me per più di vent’anni un punto di riferimento, un consigliere, un approdo di conforto, perfino un confessore. Lascia un grande vuoto nella nostra città, nella mia vita e nel mio cuore“.




