Piemonte

Stupinigi, la mostra “Sulle strade della Regina” prorogata fino al 20 settembre – Torino Oggi

Con l’arrivo della bella stagione si moltiplicano gli eventi e gli appuntamenti alla Palazzina di Caccia di Stupinigi. O quelli che vengono prorogati, visto il loro successo. E’ il caso della mostra, tra cavalli e motori, Sulle strade della Regina. Alle origini dell’automobile moderna, ospitata nella Citroniera di Ponente della residenza sabauda del Comune di Nichelino, che è stata prolungata fino al al 20 settembre 2026. 

Margherita di Savoia, la regina influencer

La mostra racconta il passaggio dalla carrozza all’automobile ai tempi di Margherita di Savoia, mettendo in relazione eleganza formale, innovazione tecnica e trasformazioni della mobilità. Prodotta da FOM – Fondazione Ordine Mauriziano e MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile, mette per la prima volta a confronto automobili storiche provenienti dal MAUTO e carrozze ottocentesche della collezione Nicolotti Furno, offrendo un nuovo sguardo sul mondo dei trasporti tra XIX e XX secolo.

Il percorso espositivo attraversa un secolo di cambiamenti culturali e tecnologici, dalle carrozze – come Landau Ronde, Phaeton, Coupè Brougham, espressioni di prestigio, ritualità e status sociale – alle prime automobili italiane e straniere, tra cui Fiat Tipo Zero A, Isotta Fraschini BN 30/40 HP, Oldsmobile 6C Curved Dash, Benz Victoria. Ogni mezzo racconta un mondo in trasformazione: dalla lentezza e ritualità dei viaggi in carrozza, segno evidente di rango e potere, alla novità e al fascino delle prime automobili, ancora rare e sorprendenti, che condividono le strade con i cavalli. Costruttori come Benz, Fiat, Decauville, De Dion Bouton presentano modelli unici, spesso realizzati su misura e destinati a una committenza limitata e selezionata.

Accanto alle carrozze, la mostra presenta una selezione significativa di automobili delle origini provenienti dalla preziosa collezione del MAUTO: la Benz Victoria del 1893 progettata da Karl Benz, considerato con Gottlieb Daimler il padre dell’automobile; la Decauville 3½ HP, vincitrice della Parigi-Amsterdam-Parigi del 1898; la Hurtu 3 HP del 1898; la De Dion-Bouton 1¾ HP del 1899, versione a quattro ruote prodotta dai vincitori della prima corsa automobilistica al mondo, la Parigi-Rouen. Clément-Panhard VCP 3 HP del 1899; la Oldsmobile 6C Curved Dash del 1904 primo modello di grande diffusione commerciale. La Fiat 16/20 HP del 1906, prodotta in 462 esemplari, elegante landaulet donata al MAUTO dalla contessa Sofia di Bricherasio; la Vinot & Deguingand 14/20 HP del 1907; l’Isotta Fraschini BN 30/40 HP del 1910, modello di lusso della casa milanese; Panhard & Levassor X17 SS del 1912 con il caratteristico motore “avalve” e la Fiat Tipo Zero A del 1913, prima utilitaria della casa torinese.

Il 6 giugno protagonista il giardino restaurato

I giardini della Palazzina di Caccia di Stupinigi tornano al centro dello sguardo come spazio storico, paesaggio vivo e laboratorio di tutela contemporanea. “Vedere lo spazio, guardare la storia: il risveglio dei giardini di Stupinigi” è un appuntamento dedicato alla riscoperta del complesso verde della residenza juvarriana attraverso mappe storiche, prospettive paesaggistiche e riflessioni sul rapporto tra patrimonio e ambiente. L’appuntamento è fissato per sabato 6 giugno, a partire dalle ore 15.45.

Leggere oggi il giardino di Stupinigi significa attraversare secoli di trasformazioni: dalle linee prospettiche e dalle rotte di caccia che definivano il disegno originario della residenza, fino ai recenti interventi di recupero che hanno restituito leggibilità e profondità a uno dei luoghi più significativi del sistema delle residenze sabaude. Il percorso accompagna il pubblico dentro la struttura geometrica del giardino settecentesco e nei suoi “appartamenti verdi”, recentemente ripristinati, restituendo la complessità di uno spazio pensato come estensione architettonica della Palazzina.

L’incontro non guarda però soltanto al passato, il giardino diventa anche strumento per interrogare il presente: la gestione del paesaggio storico oggi si confronta infatti con le sfide poste dai cambiamenti climatici, dalla tutela delle specie protette e dalla necessità di ripensare gli equilibri tra conservazione e trasformazione. Un dialogo tra ricerca storica, documentazione e resilienza ambientale che restituisce al giardino il suo ruolo di spazio vivo e in continua evoluzione. L’appuntamento è realizzato in collaborazione con APGI – Associazione Parchi e Giardini d’Italia.




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