Puglia

Record di annunci a Bari vecchia su Airbnb, cresce Madonnella

A Bari la maggior parte delle case offerte sulla piattaforma di affitti brevi Airbnb si trova nella zona città vecchia. Se i picchi più elevati di presenza degli annunci (1.500-2.500 unità per chilometro quadrato) si concentrano proprio nel centro storico, il numero è elevato anche nel quartiere Murat (fra 500 e 1.500 unità). I dati sono contenuti nel progetto AirMap, coordinato dal Politecnico di Torino, con la partecipazione del Politecnico di Bari e dell’università Aldo Moro. In termini numerici, il quartiere Murat raccoglie 1.291 annunci, pari al 28,7% dell’offerta cittadina; la città vecchia conta 613 annunci, pari al 13,6% del totale. Seguono i quartieri Libertà e Madonnella con rispettivamente 524 (11,6%) e 401 annunci (8,9%), poi i più periferici Picone con 362 (8%) e Carrassi con 283 (6,3%). I primi sei quartieri, su 17 totali, raccolgono quasi l’80% dell’offerta totale.

Queste aree, secondo la ricerca, sono caratterizzate anche da un maggiore incremento, in termini assoluti, delle unità attive su Airbnb tra il 2017 e il 2024: Murat +942, Città vecchia +454; Libertà +421; Picone +228, Carassi +189. L’incremento maggiore è quello del quartiere Madonnella (481%), seguito dal Libertà (409%). Fortissimi sono stati gli aumenti anche nella città vecchia (286%) e nel quartiere Murat (270%). Si registra anche un progressivo ampliamento dell’offerta nelle zone più periferiche. Spiccano i quartieri Santo Spirito (+175%), San Girolamo Fesca (+157%) e Ceglie del Campo (+180%). I quartieri che nel 2024 garantivano, infine, incassi più alti erano la città vecchia (in media 15.092 euro l’anno) e Murat (14.874 euro), seguiti da Madonnella (13.091 euro).

Fra il 2017 e il 2024 le case e i posti letto offerti a Bari su Airbnb, inoltre, sono triplicati raggiungendo, rispettivamente, le 4.500 e le 15mila unità. Gli interi appartamenti coprono il 73% delle offerte al 2024, mentre le notti prenotate si sono moltiplicate per quasi sette volte, da meno di 80mila nel 2017 a oltre mezzo milione nel 2024.

Dallo studio emerge inoltre che nel capoluogo pugliese il tasso di occupazione degli alloggi offerti è passato dal 25% al 48%, così come sono raddoppiate le notti occupate per ciascuna unità. Quanto alla tariffa media giornaliera richiesta, è aumentata da 60 a oltre 100 euro. Numeri che si traducono in ricavi triplicati per ogni unità, fino a quasi 12mila euro, un valore superiore alla media nazionale. Il giro d’affari complessivo generato dagli affitti sulla piattaforma Airbnb è passato dai 4,7 milioni di euro del 2017 ai 53,9 del 2024, mentre gli host (cioè coloro che offrono almeno un alloggio) sono passati da 845 a 2.186.

Il fenomeno a Bari è concentrato fra Città vecchia, Murat, Madonnella e parte del quartiere Libertà, con un rapporto di Airbnb ogni cento abitazioni occupate da residenti, di 19,4 nella Città vecchia, 8 a Murat e 6,4 a Madonnella. Con questi dati Bari è quarta per dimensione del fenomeno al Sud dopo Napoli, Palermo e Catania, ed è la prima in Italia per incremento percentuale nel periodo 2017-2024. La città pesa per il 13% del totale regionale.

Secondo il sindaco di Bari, Vito Leccese, il disegno di legge della Regione Puglia per limitare gli affitti brevi in ambito turistico “rappresenta la possibilità per i sindaci di uno strumento in più per governare un fenomeno che è diventato di proporzioni importanti, soprattutto a Bari. Attualmente i sindaci non hanno strumenti, il turismo va benissimo, è un’opportunità per il territorio, ma va governato altrimenti da opportunità si trasforma in criticità e questo non lo vogliamo”.




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