Da Roma a Merano, il pioniere del beach volley: «Così è nata la prima BeachArena coperta della regione» – Merano
MERANO. È uno dei protagonisti che hanno visto nascere il beach volley in Italia. Alessandro Scavizzi, romano trasferitosi a Merano quasi dieci anni fa, è riuscito a trasformare un’idea in realtà: la creazione della prima BeachArena coperta e riscaldata della regione. Oggi ne è coordinatore e continua a lavorare per la crescita di una disciplina che considera molto più di uno sport estivo.
Uno dei pionieri del beach volley in Italia: cosa ci fa a Merano?
«Mi sono trasferito in Alto Adige per motivi familiari nove anni fa. Arrivo da una realtà in cui era nato uno dei primi impianti coperti e riscaldati di beach volley in Europa. A Roma sono stato allievo di Marco Solustri, tra i pionieri italiani della disciplina».
Sabbia riscaldata?
«La sabbia viene riscaldata perché si può giocare anche con temperature basse. Se i piedi sono freddi, dopo pochi minuti diventa difficile continuare. Per questo servono impianti adeguati».
Come nasce la passione per questo sport?
«Per vent’anni ho vissuto questa realtà, poi sono diventato allenatore. Mi ha sempre affascinato la possibilità di trasmettere questa passione ai giovani e agli adulti».
Come è nata l’idea della BeachArena?
«Quando sono arrivato a Merano ho subito coltivato un sogno: creare una struttura coperta che allora in regione non esisteva. Ho cercato contatti, presentato progetti e coinvolto amministrazioni e appassionati».
Bilancio dopo un anno di attività?
«Sono soddisfatto. In inverno registriamo circa 300 persone a settimana, con utenti che arrivano anche da Germania, Austria, Svizzera, oltre che dal Trentino».
L’obiettivo per il futuro?
«Dare a tutti la possibilità di praticare il beach volley durante tutto l’anno, con corsi, allenamenti e attività agonistica. La BeachArena vuole superare l’idea che sia soltanto uno sport da spiaggia»




