Friuli Venezia Giulia

Trieste, la provincia italiana dove gli anziani vivono meglio

25 maggio 2026 – ore 11:30 – In un’Italia sempre più anziana, è Trieste a guidare la classifica delle province in cui gli over 65 vivono meglio. La provincia di Trento si posiziona invece al secondo posto per la qualità della vita di giovani e anziani, scendendo però al 13esimo posto per quanto riguarda l’infanzia: Firenze è la provincia in cui i bambini vivono meglio, mentre Bolzano conquista il vertice della classifica dedicata alla qualità della vita dei giovani. È questa la fotografia scattata dalla sesta edizione dell’indagine “Qualità della vita per fasce d’età” del Sole 24 Ore, presentata domenica 24 maggio in anteprima al Festival dell’Economia di Trento. Nello specifico, il report del Sole 24 Ore rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla classifica generale sulla qualità della vita delle province italiane che sarà pubblicata a fine anno.

L’edizione 2026 amplia il numero degli indicatori territoriali, passati da 15 a 20 per ciascuna fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche provinciali certificate. Tra i nuovi indicatori figurano i servizi di prossimità raggiungibili a piedi in 15 minuti, come farmacie, negozi, servizi ricreativi e assistenziali, e la presenza di reti familiari e sociali capaci di sostenere le persone nei momenti di necessità. I dati sono stati illustrati da Michela Finizio del Sole 24 Ore insieme a Daniela Fatarella di Save the Children Italia, alla senior professor dell’Università di Trento Mariangela Franch e al demografo Alessandro Rosina. In questo contesto, l’indagine è stata accompagnata anche da un sondaggio qualitativo, realizzato da Eumetra con Fondazione Fair su un campione di mille giovani tra i 18 e i 35 anni: dai dati raccolti emerge il profilo di una generazione meno concentrata esclusivamente sul lavoro e più attenta a equilibrio personale, salute mentale, relazioni e tempo libero.

L’indagine fotografa un’Italia attraversata da profondi cambiamenti dal punto di vista demografico e culturale: la fecondità nazionale scende a 1,14 figli per donna, l’età media delle neo-madri sale a 32,7 anni, i matrimoni calano a 2,8 ogni mille abitanti e aumentano le persone sole (+7,9%). Se Bolzano primeggia per natalità con 1,55 figli per donna, Cagliari guida invece la classifica per presenza di pediatri, pur registrando uno dei tassi di fecondità più bassi del Paese con appena 0,75 figli per donna. Milano si distingue invece per servizi di prossimità, scuole con palestra e infermieri pediatrici, ma scivola nelle ultime posizioni per spazio abitativo medio disponibile alle famiglie (56,6 metri quadrati).

Per quanto riguarda gli anziani, assieme a Trieste si distingue anche Trento, che eccelle nell’assistenza domiciliare e nella partecipazione civile, mentre Milano registra gli assegni pensionistici medi più elevati d’Italia, pari a 26.300 euro annui. Città come Bari, Napoli e Palermo si distinguono invece per la presenza di servizi di prossimità dedicati agli over 65. Particolarmente rilevanti i dati sulla qualità della vita dei giovani italiani: Alessandro Rosina, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha illustrato il fenomeno emergente del “degiovanimento” demografico del Paese, cioè la progressiva riduzione della popolazione giovane. Un calo che, sottolinea Rosina, “Non è uniforme: ci sono territori che riescono ad attrarre giovani e altri che invece li perdono. Al contrario, gli anziani aumentano, in un Paese in cui cresce l’età media e l’invecchiamento della popolazione è sempre più evidente. Ed è un tema che richiede interventi urgenti, proprio per evitare squilibri demografici sempre più marcati.”

Articolo di Benedetta Marchetti




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