Veneto

Maltrattamenti a moglie e figlia, finisce un incubo durato quasi vent’anni


Quasi vent’anni di paura dentro le mura di casa. Una quotidianità che, secondo l’accusa, sarebbe stata fatta di botte, minacce, insulti, umiliazioni e controllo economico. Una spirale di violenza familiare che si sarebbe interrotta solo dopo la denuncia della moglie e l’intervento dei Carabinieri della Stazione di Piove di Sacco. Nei giorni scorsi i militari hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Gip del Tribunale di Padova, su richiesta della Procura, nei confronti di un uomo residente nella provincia padovana, accusato di maltrattamenti in famiglia ai danni della moglie e della figlia conviventi. Per lui sono scattati l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alle due donne.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, le violenze sarebbero iniziate nel 2007 e sarebbero proseguite per anni, fino allo scorso 7 maggio. Un lungo periodo durante il quale moglie e figlia avrebbero vissuto in un clima di continua tensione, segnato da aggressioni fisiche e psicologiche. L’uomo, spesso sotto l’effetto dell’alcol, avrebbe colpito la moglie con calci, pugni e schiaffi, accompagnando le aggressioni con minacce di morte, sputi e frasi umilianti. Molti episodi sarebbero avvenuti davanti alla figlia, anche quando era ancora minorenne. E proprio la ragazza, secondo l’accusa, sarebbe diventata a sua volta bersaglio della violenza del padre, soprattutto quando tentava di difendere la madre. Gli investigatori parlano di schiaffi, spinte e colpi inferti anche con la cintura dei pantaloni.

Tra gli episodi più gravi ricostruiti nelle indagini, ce n’è uno avvenuto in camera da letto. L’uomo avrebbe premuto un cuscino sul volto della moglie, impedendole di respirare, per poi lasciarla andare minacciandola. In un’altra occasione l’avrebbe colpita con pugni all’addome, provocandole profonde ecchimosi. In un altro episodio ancora, mentre la donna stava cucinando, l’avrebbe minacciata con una forchetta premuta sotto il mento. Nell’agosto del 2025, secondo la ricostruzione accusatoria, un episodio banale avrebbe scatenato un’altra aggressione. La donna stava guardando un film a letto con gli auricolari, quando un malfunzionamento avrebbe svegliato il marito. La reazione sarebbe stata violenta. L’uomo le avrebbe stretto le mani attorno al collo, costringendola poi a lasciare la camera matrimoniale e a dormire al piano superiore, sul pavimento.

Alla violenza fisica si sarebbe aggiunto anche un controllo economico costante. L’uomo, secondo gli inquirenti, non avrebbe contribuito alle spese familiari e avrebbe limitato l’autonomia della moglie e della figlia, arrivando a pretendere dalla ragazza l’esibizione degli scontrini per ogni piccolo acquisto. Una forma di pressione che avrebbe aumentato la dipendenza delle due donne e il loro isolamento.

L’indagine è partita dopo l’intervento dei Carabinieri nell’abitazione della vittima e la successiva denuncia della donna. La Procura di Padova aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. Il Gip, dopo aver convalidato l’arresto, ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento a moglie e figlia, con l’obbligo di mantenere una distanza di almeno 500 metri anche dai luoghi abitualmente frequentati dalle due, compresi casa e posto di lavoro. A carico dell’uomo è stato inoltre disposto il divieto di dimora nel comune di residenza delle persone offese, dopo il rifiuto dell’applicazione del braccialetto elettronico. 

La vicenda riporta al centro il tema della violenza domestica e dell’importanza della denuncia. Chi subisce violenza fisica, psicologica, sessuale o economica può chiedere aiuto rivolgendosi alle forze dell’ordine attraverso il 112 oppure contattando il numero antiviolenza e stalking 1522, attivo 24 ore su 24.

 


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