Trentino Alto Adige/Suedtirol

Bandiera arcobaleno in Provincia, la Lega attacca Kompatscher: «Via i simboli ideologici» – Cronaca



BOLZANO. La bandiera arcobaleno sventola a Palazzo Widmann. Dopo Marco Galateo in rappresentanza di FdI, anche la Lega esprime la propria contrarietà alla decisione del presidente Arno Kompatscher di esporla anche quest’anno. Intanto il “Pride month” si avvicina, e con lui le tante iniziative pubbliche e culturali dedicate ai diritti delle persone LGBTQIA+. Progetti a cui la Provincia partecipa direttamente attraverso i musei.

La Lega
Dalla Lega arriva un attacco durissimo alla decisione di Kompatscher si sostenere il Pride. «Consideriamo inaccettabile il parallelismo tracciato dal presidente, secondo cui la comunità locale, in quanto minoranza linguistica, dovrebbe identificarsi con le rivendicazioni di una specifica sigla o movimento ideologico – scrive la Lega – È intollerabile che la politica utilizzi tale narrazione per imporre dall’alto un finto piedistallo morale, pretendendo di giudicare o rieducare il pensiero dei cittadini. Le istituzioni pubbliche ed i palazzi della Provincia appartengono a tutti, indipendentemente dall’orientamento personale o culturale. Sostituire o affiancare i simboli ufficiali dello Stato, della Regione e della Provincia con vessilli che portano avanti una precisa agenda ideologica di parte, significa strumentalizzare i luoghi della democrazia». Quindi la richiesta: «Immediata rimozione di qualsiasi simbolo non istituzionale dai luoghi di rappresentanza della Provincia, al fine di garantire la neutralità e il rispetto dovuti a tutti i cittadini».
Pride, le mostre

Numerose iniziative sono state organizzate dai musei nel mese del Pride. Il Museo Archeologico dell’Alto Adige invita a mettere in discussione gli stereotipi di genere nella preistoria attraverso piccoli elementi espositivi e a osservare la storia da nuove prospettive. Parallelamente, il personale approfondisce le più recenti conoscenze sulla ricerca preistorica di genere attraverso un percorso formativo. Il Museo provinciale Miniere presenta nel mese di giugno la mostra “Spiragli di luce”, dapprima a Predoi, poi a Cadipietra e infine a Ridanna. L’esposizione collega la storia mineraria ai temi dell’identità, della visibilità e dell’appartenenza. Immagini storiche e racconti personali mostrano chiaramente come le concezioni di genere e delle relazioni siano sempre in evoluzione.

Al Forte di Fortezza, una serie di conferenze affronta i temi dell’omosessualità, della queerness e della diversità nell’ambito militare. Si parlerà della storia delle persone queer negli eserciti, dell’esclusione e dei cambiamenti sociali, ma anche di esperienze personali e sviluppi attuali. A Castel Wolfsthurn, sede del Museo provinciale della caccia e della pesca, verrà creato insieme ai visitatori e alle visitatrici un grande “pesce arcobaleno”, le cui squame colorate simboleggiano la diversità. La mostra “Queer Nature Photography Awards” al Museo di Scienze Naturali espone fino alla fine di giugno fotografie premiate dedicate alla diversità in natura, mettendo in relazione biodiversità e diversità sociale (la mostra si sposterà al Planetarium).




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