Emery, il re dell’Europa League: i segreti del “risultatista” che di notte gioca a scacchi contro sconosciuti
Affermare che Unai Emery ha dato scacco matto in cinque finali di Europa League rispecchia in modo fedele la realtà. L’allenatore di Hondarribia, che ha riportato l’Aston Villa alla conquista di un titolo europeo 44 anni dopo il trionfo in Coppa dei Campioni nel 1982, è infatti un appassionato scacchista. Usa anche, talvolta negli orari più strambi, un App dedicata per giocare, in cui sfida con cavalli, torri e regine perfetti sconosciuti che condividono quello che per il tecnico basco, 54 anni, è molto più di un hobby o un semplice diversivo: è uno strumento che arricchisce il suo lavoro. Emery, che pure nella vita calcistica è persona di estrema riservatezza – le interviste “one to one” con lui sono rarissime -, non si nasconde dietro pseudonimi nell’uso dell’App: sono mister Emery, muovo un pedone, a te la contromossa.
Nel gioco degli scacchi, il re è la vittima sacrificale, ma nella realtà dell’Aston Villa, bisogna fare i conti con il sostegno del principe William, futuro King d’Inghilterra. Nella tribuna dello stadio Tupras di Istanbul, William ha festeggiato come un tifoso curvarolo i tre gol segnati dai Villans nella finale contro il Friburgo e si è poi concesso una birra con la squadra negli spogliatoi. Il principe è un grande ammiratore di Emery, l’uomo che, sbarcato a Birmingham l’1 novembre 2022, ha prima evitato la retrocessione a un club precipitato in zona pericolo, conquistando con una grande rimonta in campionato la qualificazione europea e lo ha poi trascinato in Champions nel 2024. L’attuale quarto posto in Premier, ma soprattutto il trionfo di Istanbul, hanno già iscritto il nome dell’Aston Villa alla prossima edizione del più importante torneo continentale. La bella favola continua.
In Inghilterra, in queste ore si gioca molto con le parole. Emery ha vinto le prime tre Europa League della sua collezione personale (2014, 2015, 2016) al timone del Siviglia, che tradotto in spagnolo è “Sevilla”. La quarta è arrivata alla guida del Villarreal (2021): Vila-real è la città. La quinta, con l’Aston Villa. C’è sempre un “Villa” a scandire la sua vita, anche se Emery ha colto successi importanti anche con il Psg: una Ligue 1, due Supercoppe, due Coppe di Lega, due Coppe di Francia. L’unico posto importante dove non ha sollevato trofei, dopo la gavetta sulle panchine di Valencia (2008-2011) e Spartak Mosca (maggio-novembre 2012), è l’Arsenal (maggio 2018-novembre 2019). Nei diciotto mesi londinesi, Emery perse 1-4 la finale di Europa League contro il Chelsea di Maurizio Sarri: l’unica vera caduta in una competizione in cui il tecnico basco è il monarca assoluto.
Emery non appartiene al gruppone dei coach ossessionati dal bel gioco. Il suo calcio ha linee ben precise, sfrutta in modo micidiale le ripartenze, cura con assoluto buon senso la fase difensivo. Predilige giocatori veloci e di buona tecnica. Non specula, ma neppure rischia. C’è sempre un filo di equilibrio e un’attenzione massima alle posizioni in campo, come, del resto, in una scacchiera. Emery è poi un formidabile osservatore di calcio. Guarda le partite anche in piena notte, magari per scoprire i segreti del Racing Santander fresco di promozione nella Liga. Il suo mantra è il lavoro. Si concentra molto sulla forma fisica, sulla tattica e sui dettagli, obbligando i giocatori a dedicare il 70% del loro tempo al calcio. Un’abnegazione figlia dell’educazione ricevuta in casa: cita spesso il senso di responsabilità trasmesso dai genitori.
Ora, dopo il quinto trionfo in Europa League e con l’ultima partita stagionale in programma domenica sul campo del Manchester City – avrà l’onore di partecipare alla festa di addio di Pep Guardiola -, andrà a godersi le vacanze a Hondarribia e nella sua meta preferita, Maiorca, per passeggiare in riva al mare e incontrare amici estranei al mondo del calcio. Emery è uomo semplice e riservato, capace di coltivare rapporti normali anche in una realtà fuori dal normale come quella del football di cui lui stesso, con i cinque trionfi in Europa League, è un magnifico rappresentante.
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