Emilia Romagna

Cgil accusa, le imprese respingono


Dietro i numeri di una Bologna sempre più meta turistica, si consuma uno scontro sul futuro del lavoro nel settore che vede contrapposte la Filcams CGIL, determinata a scoperchiare le “fragilità strutturali” del comparto, e le associazioni datoriali Federalberghi e Fipe Ascom, pronte a difendere la reputazione di un settore trainante contro ogni “criminalizzazione generalizzata”.

Il dibattito si è accesso a ridosso dell’incontro promosso dal sindacato presso la Cineteca di Bologna e fotografa due visioni distanti, destinate a confrontarsi sul tavolo comune convocato dal sindaco Matteo Lepore.

“Salari bassi e illegalità diffusa”

Per il sindacato, l’espansione del turismo bolognese non può e non deve nascondere le zone d’ombra che gravano sulla pelle dei lavoratori: le retribuzioni del CCNL Turismo restano tra le più basse del comparto servizi, registrando un divario sempre più profondo rispetto all’inflazione reale.

A peggiorare il quadro, secondo la sigla sindacale, concorrerebbero l’aumento delle esternalizzazioni con appalti al massimo ribasso, la scarsa diffusione della contrattazione di secondo livello e i contratti pirata. Elementi che, uniti a sacche di lavoro irregolare e al rischio di infiltrazioni della criminalità, richiedono “interventi a vari livelli e anche un radicale cambio di mentalità dei soggetti in campo” per approdare a un modello di sviluppo davvero sostenibile, equo e legale.

La replica delle imprese

La risposta dei vertici di Federalberghi e Fipe Ascom Bologna non si è fatta attendere. I presidenti Giovanni Trombetti e Roberto Melloni, pur confermando la presenza al tavolo comunale, hanno respinto quelle che definiscono “rappresentazioni negative” dell’intero comparto, accusando il sindacato di “generalizzare singole situazioni di irregolarità o presunti casi di sfruttamento”. “Le imprese alberghiere nostre associate applicano il contratto nazionale di lavoro firmato con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nel settore, Filcams, Fisascat e Uiltucs, operano correttamente nel rispetto della legalità, investono nel territorio e creano occupazione di qualità” ha replicato con durezza Trombetti, precisando che “il tema non è l’assenza di regole, ma il rispetto di quelle esistenti e il contrasto a chi opera fuori dal perimetro della legalità”.

Roberto Melloni ha ribadito la netta contrarietà della Fipe ai contratti pirata e a ogni forma di dumping contrattuale che danneggia sia i lavoratori sia le imprese sane della ristorazione: “Ogni fenomeno di irregolarità, mancato rispetto delle norme o utilizzo distorto degli appalti deve essere contrastato con fermezza”, ha scandito il presidente, richiamando anche la normativa sul “salario giusto” introdotta dal Decreto Lavoro.

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Un obiettivo comune

Se lo scontro resta acceso, Federalberghi e Fipe hanno assicurato la “massima collaborazione” sul tema della legalità, chiedendo però il coinvolgimento attivo di tutti gli attori istituzionali, dalla Prefettura all’Ispettorato territoriale del Lavoro.

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Per le associazioni di categoria, la strada da seguire è quella delle denunce: “Situazioni specifiche e documentate di illegalità devono essere segnalate agli organi competenti, affinché siano svolti tutti gli accertamenti necessari”. Perché, concludono Trombetti e Melloni, “la criminalizzazione generalizzata di un intero settore non aiuta il confronto e non rende giustizia alle tante imprese che ogni giorno operano con responsabilità e professionalità”. Lo riferisce la Dire. 

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