Umbria

Aeroporto, nuovo presidente: «Obiettivo 1 mln passeggeri ma niente politica»

di Maurizio Troccoli

Se la presidente Proietti ha tenuto a ribadire che questa è l’unica infrastruttura gestita completamente e autonomamente dall’Umbria, il nuovo presidente Sase Andrea Ragnetti, ex numero uno di Alitalia, ha messo le mani avanti: «Ho detto si all’incarico perché mi è stata garantita una gestione aziendale senza la politica». Queste le due premesse all’appuntamento di mercoledì con il quale, a Sant’Egidio, è stato presentato il nuovo cda della Sase, la società di gestione dell’aeroporto. Ne fanno parte oltre il presidente anche Doriana Sannipola, nota commercialista, l’ingegnera ternana Deborah Puglia, Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio e Andrea Sfascia, imprenditore del settore turistico titolare del Borgobrufa.

IL NUOVO PRESIDENTE DI SASE EX NUMERO 1 DI ALITALIA

L’ex presidente Antonello Marcucci lascia dunque la “cloche” a Ragnetti, lunga carriera in Alitalia e in grandi aziende all’estero, e l’ha fatto con degli appunti consegnati in busta chiusa. «E’ stato un gesto carino – ha detto Ragnetti – leggerò i consigli del precedente presidente e li considero una base di lavoro preziosa».

La presidente Stefania Proietti ha definito quello nominato «un cda di assoluta garanzia e qualità», sottolineando come l’aeroporto rappresenti «l’unica infrastruttura che governiamo autonomamente». Proietti ha evidenziato anche la scelta di finanziare lo scalo con «un piano pluriennale e non annuale, per dare maggiori garanzie».

Il nuovo presidente di Sase, ha ricordato il suo legame personale con l’Umbria e con Sant’Egidio: «Quasi 60 anni fa i miei zii vivevano qui: uno era comandante di Alitalia, l’altro era appassionato di volo. Mi sono avvicinato all’aviazione ascoltando i loro racconti e ricordo ancora quando mio zio mi faceva guidare la macchina sui viali di Sant’Egidio tenendomi sulle ginocchia. Il mio legame con l’Umbria è molto forte. Sono nato a Roma, ma ho vissuto qui, ho avuto una casa qui e i miei figli sono nati qui. Per lavoro sono stato a lungo all’estero. Accetto questa proposta con spirito di servizio».

Ragnetti ha spiegato di non poter ancora annunciare novità operative: «Non posso dare notizie succose perché abbiamo appena cominciato. Credo però di avere un consiglio formato dalle competenze giuste. Il cda è una squadra: l’uomo solo al comando non funziona mai. Ci sono professionalità legate al turismo e all’amministrazione. Da quello che ho visto, il consiglio precedente ha fatto un ottimo lavoro, ma restiamo ancora un aeroporto molto piccolo».

L’obiettivo indicato dal nuovo presidente è quello della crescita dimensionale dello scalo: «Ci sono dimensioni minime indispensabili perché un aeroporto possa avere una massa critica. Possiamo pensare di arrivare a un milione di passeggeri. Esistono dei piani che verificheremo, ma adesso bisogna tirarsi su le maniche». Ragnetti ha aggiunto di avere chiesto «di gestire l’aeroporto come un’azienda e non attraverso la politica».

Nel suo intervento ha ripercorso anche la propria esperienza professionale: «Ho trascorso gran parte della mia carriera all’estero, in sei Paesi europei diversi. Ho lavorato per grandi aziende corporate con migliaia di dipendenti e, dopo Alitalia, ho esplorato un mondo diverso, fatto di piccole imprese e start up. Mi piace costruire le cose, non mi interessano i titoli, anche se li ho avuti. Ho chiesto di poter fare un lavoro serio e manageriale». Un passaggio è stato dedicato anche ai dipendenti dello scalo: «Voglio ringraziare il personale dell’aeroporto, con cui voglio entrare in contatto il prima possibile, non soltanto con le figure apicali».

Ragnetti ha definito lo scalo «un bene primario», aggiungendo che «ha un ruolo sociale ed economico» e che l’obiettivo è farlo diventare «un volano di sviluppo economico». Ha poi precisato: «Vorrei essere trasparente: non ho una colorazione politica. Mi piace gestire le cose e non mi sarei imbarcato in un’avventura politica. Credo però che ci siano le condizioni per avere la libertà di lavorare».

Tra i temi strategici affrontati anche quello dei collegamenti con gli hub nazionali: «Collegare l’aeroporto con un hub, magari anche due. Roma non è fattibile, resta il tema di Milano, che richiede una valutazione sui voli». Ragnetti ha infine spiegato di avere ricevuto documentazione dal precedente presidente: «Mi ha lasciato alcuni appunti che studierò. Non ho passato mesi a esaminare i dossier».

Proietti ha poi illustrato il piano economico e infrastrutturale: «Abbiamo previsto un budget pluriennale (di tre anni, a differenza del budget annuale precedente ndr) da 4,5 milioni di euro, ovvero mezzo milione in più rispetto a quelli attuali, oltre a 12 milioni di investimenti strutturali ‘aviation’ e ‘non aviation’ per il potenziamento delle infrastrutture, che facciamo convergere dal fondo di Coesione e dai finanziamenti del Mef, che consentiranno di raggiungere gli obiettivi fissati». La presidente della Regione ha ricordato anche il percorso sull’aumento di capitale: «Il socio Regione ha approvato una delibera di indirizzo per l’aumento di capitale. La Regione garantisce la linfa a Sviluppumbria e tutti i Comuni soci hanno dato l’ok. L’aumento di capitale è già stato deliberato in assemblea e sarà concretizzato in autunno, consentendo ai soci pubblici di inserire le somme nei bilanci preventivi e completare tutti i passaggi formali».

In conclusione, Proietti ha richiamato il tema delle opportunità occupazionali e del contrasto alla fuga dei giovani qualificati: «I nostri ragazzi, che oggi lavorano brillantemente in una capitale europea, possono lavorare da qui. Possiamo attrarre i cervelli che sono partiti».

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