Liguria

Accoglienza, Gulli (Uil): “Perché non si interviene sulle comunità lasciate allo sbando e sui salari di lavoratrici e lavoratori?”


Genova. “È tempo che Prefettura ed Enti Locali si attivino per risolvere un problema sociale intollerabile che, settimana dopo settimana, appare sulla stampa grazie alla denuncia della Uiltucs Liguria ma che nessuno si degna di affrontare”, dichiara Giuseppe Gulli, segretario organizzativo Uil Liguria con delega all’Area Metropolitana genovese.

Il commento arriva nel solco della vertenza lanciata dal sindacato sulla situazione dei centri gestiti dalla “Cooperativa San Carlo Onlus”, che al momento vede 300 persone prive di adeguati livelli di assistenza e 50 tra lavoratori e lavoratrici “senza stipendio e senza futuro”. “Questo non è accettabile – dichiara Giuseppe Gulli – Venerdì scorso nel corso della conferenza stampa indetta dalla categoria Uiltucs, che si occupa della vertenza, abbiamo avuto modo di tastare con mano la disperazione dei migranti rimasti senza assistenza, adulti, minori con famiglia e minori non accompagnati, e abbiamo ascoltato ancora una volta i racconti di operatrici e operatori dei centri di accoglienza giunti al capolinea tra salari fantasma, risorse per il servizio terminate e prestazioni che non sono più in grado di erogare ad esseri umani in stato di fragilità con grandi esigenze: basta, basta davvero. Perché non si interviene?”.

“Bambini e ragazzi hanno diritto a mobilità e istruzione e ad essere accolti con i criteri di un Paese civile, non con il frutto delle lacune di cooperative e istituzioni. È un principio di civiltà che non può essere derogato per inefficienze gestionali o ritardi burocratici – si legge in una nota stampa della Uil – Pasti ridotti, vestiario inadeguato al cambio stagione, mezzi di trasporto tagliati, pocket money e visite mediche non più fruibili, per non parlare della bomba igienico-sanitaria che rischia di esplodere a causa dei rifiuti smaltiti a singhiozzo e della fogna senza manutenzione. Uil Liguria e Uiltucs Liguria non restano a guardare. Ci stiamo già attivando con la categoria con una mobilitazione di lavoratori, migranti e cittadini che hanno il diritto di avere risposte immediate. Non possiamo accettare che nel 2026 l’accoglienza si riduca a un’odissea di abbandono e precarietà”.




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