Liguria

Maldive, l’Università sceglie la linea del silenzio: attivato supporto psicologico per gli studenti


Genova. “Non parlo”. Il rettore di Genova Federico Delfino, arrivato stamani a Genova per un convegno della guardia di finanza, ha preferito non rilasciare alcuna dichiarazione in merito alla tragedia delle Maldive. Unige già poche ore dopo la notizia della scomparsa dei cinque italiani (a cui si aggiunge una sesta vittima, un militare maldiviano impegnato nelle ricerche) aveva chiarito che l’immersione non era autorizzata dai regolamenti e che solo la professoressa Monica Montefalcone e l’assegnista Muriel Oddenino erano in missione scientifica per conto dell’ateneo.

Nelle ore in cui anche gli ultimi corpi, quelli di Oddenino e Giorgia Sommacal, sono stati recuperati dalla squadra di speleosub di Dan Europe, si è alzato un muro di silenzio all’interno del Distav, il dipartimento a cui era legato parte del gruppo e gli studenti che si trovavano negli stessi giorni sulla crociera scientifica a bordo della nave Duke Of York. L’informazione che passa è che l’ufficio legale di Unige, per la delicatezza della materia e per evitare polemiche in questa fase di lutto, ha invitato ai docenti e tutto il personale di evitare di rilasciare dichiarazioni e commenti sull’accaduto.

La stretta sulla comunicazione arriva, almeno temporalmente, anche dopo un’intervista rilasciata al Corriere della Sera – da Manuela Beretta, madre del biologo neolaureato Federico Gualtieri, il cui corpo è stato recuperato ieri. “Mi chiedo perché l’Università lo abbia scaricato sostenendo che non facesse parte della missione scientifica. Mio figlio ha dato la vita per la ricerca e vogliamo che questo sacrificio venga ricordato”, si legge nell’intervista.

Tecnicamente, l’Università di Genova – dipartimento Distav, aveva autorizzato e finanziato le due biologhe a svolgere un’attività di ricerca sui coralli (e un terzo docente, Stefano Vanin, per un altro progetto sul campo dell’entomologia). Gli altri studenti erano sulla Duke Of York a titolo personale, è vero, ma comunque per svolgere campionamenti e studi insieme alla professoressa Montefalcone, punto di riferimento del safari trip, in una modalità che la stessa portava avanti da anni. E prima di lei altri professori del Distav. Unige ne era a conoscenza.

Intanto nel dipartimento universitario il lavoro va avanti tra lezioni e colloqui ma in un clima surreale. “Sentiamo una grande mancanza – dice Vladimir Pecchia, rappresentante degli studenti del Distav – in questi giorni sono entrato in contatto con alcuni studenti che si trovavano alle Maldive, anche loro hanno deciso di non parlare per rispetto e perché sono ancora molto provati, però la nostra intenzione è, in futuro, dopo i funerali ai quali sicuramente parteciperemo tutti, di organizzare un piccolo momento, privato, in mare, per ricordare la professoressa e gli altri che hanno perso la vita nell’ambiente che era a loro più caro”.

L’Università di Genova, racconta lo studente, ha attivato un servizio di supporto psicologico. “A disposizione non solo dei ragazzi e delle ragazze che erano alle Maldive ma anche degli altri iscritti all’ateneo”.

La porta dell’ufficio di Monica Montefalcone resta chiusa. Davanti fiori e biglietti. Su un foglio, un messaggio scritto a mano: “La ringraziamo per averci trasmesso passione, dedizione e amore in tutto ciò che ci ha insegnato, non la dimenticheremo mai”. Vicino un quaderno dove ognuno può lasciare una frase, un disegno, un pensiero. “Poi lo consegneremo alle famiglie delle vittime”.

Stamani, intanto, i cinque morti nella grotta di Alimathaa sono stati ricordati dal palco del Festival dello sviluppo sostenibile, all’Acquario di Genova, che si è aperto proprio con un lungo applauso e le foto delle vittime proiettate sul maxi schermo. “Una persona straordinaria, una biologa marina che aveva dedicato la propria vita al mare, amica di molti di noi” ha detto la giornalista Rai ed ex presidente del Parco delle Cinque Terre, Donatella Bianchi, introducendo il festival e parlando di Monica Montefalcone.

A margine anche Roberto Danovaro, professore di ecologia e sostenibilità ambientale dell’Università politecnica delle Marche e membro dell’Accademia europea delle scienze ha ricorda la docente: “Monica seguiva le attività restauro e protezione della posidonia oceanica delle praterie sommerse in relazione alla diga di Genova. Monica stava contribuendo a proteggere gli habitat per rendere compatibile lo sviluppo portuale con il rispetto della natura”. E la ricordano anche dall’Acquario di Genova con cui aveva collaborato nelle crociere scientifiche.




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